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18 gennaio 2022

Molinetto della Croda. La tragedia del 2 agosto 2014

Torrente esonda e spazza via festa paesana. 4 morti e una ventina i feriti

 

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REFRONTOLO, 3 AGO - Morte e distruzione la sera del 2 agosto 2014, dove una 'bomba d'acqua' si è abbattuta con tutta la sua potenza nella zona di Refrontolo, facendo tracimare un piccolo torrente, il Lierza, che ha spazzato via in pochi istanti persone, strutture, automobili, durante una festa paesana affollata di gente.

Il bilancio è tragico: 4 i morti, almeno una ventina di feriti, dei quali uno grave. Le vittime sono 4 uomini: Maurizio Lot, 50 anni, collaboratore della pro loco di Refrontolo, Luciano Stella, 50 anni , gommista di Pieve di Soligo, Giannino Breda, sessantenne di Falzè di Piave, Fabrizio Bortolin, 48 anni, di Santa Lucia di Piave.

Il disastro è avvenuto poco prima della mezzanotte. La piccola località del Molinetto della Croda - luogo frequentato dai turisti, anche per il famoso e antico mulino ad acqua - è stata colta all'improvviso dalla potenza del fortunale.

Una pioggia battente che nel giro di qualche decina di minuti ha ingrossato a dismisura tutti i corsi d'acqua, tra cui il Lierza, vicino al quale era in corso la "Festa degli Omeni" con un centinaio di persone. Mentre tutti cercavano riparo c'è stata la tracimazione del torrente, che ha trasformato la strada in un fiume, portando via tende, stand, auto e persone. I soccorsi sono apparsi subito difficili, perchè la zona sulle colline trevigiane è relativamente isolata e con una viabilità ristretta. Su Refrontolo sono state convogliate in breve squadre dei Vigili del fuoco, carabinieri, medici e infermieri del Suem 118 con tutte le ambulanze disponibili, uomini del Soccorso Alpino del Veneto.

Contemporaneamente i vigili del fuoco si sono dovuti portare anche nella vicina Cison di Valmarino, località Rolle, per una frana che ha bloccato la strada impedendo il rientro a casa di 150 persone che rientravano dalla festa di Refrontolo.

 

Il 'Molinetto' della Croda

Funzionante,è esempio rurale del '600, già colpito da alluvioni

 

Il 'Molinetto della Croda', antica ruota ad acqua, è un raro esempio funzionante di architettura rurale del '600. Il mulino, di proprietà del Comune di Refrontolo dal 1991, visitabile a pagamento, sorge in una lunga forra, ai piedi di una cascata che alimenta la struttura, dove scorre il torrente Lierza.

Nei suoi quattro secoli di storia ha ispirato scrittori, pittori e cultori dell'arte, in 'concorrenza' con la celebre villa Spada dove è ambientato il romanzo di Alberto Molesini vincitore di un Campiello, "Non tutti i bastardi sono di Vienna". E' sopravvissuto alla distruzione durante la prima Guerra Mondiale, ed è uno dei punti di maggior richiamo per quanti seguono le 'tracce' della strada del prosecco nel trevigiano. Costruito in piccole dimensioni, è stato via via ampliato per dare ospitalità anche alle famiglie dei mugnai che si sono succeduti nella struttura, perché collocato in un luogo impervio e lontano alcuni chilometri da altri abitati.

Ha macinato farina per secoli sopravvivendo a due disastri naturali, nel 1941 e nel 1953, simili a quello accaduto questa notte.

Nel 1953, a seguito dell'ultima alluvione, venne chiuso per andare progressivamente in rovina. Acquisito dal Comune è stato interamente recuperato e reso funzionante per poter essere visitato anche a scopo didattico.

Nei pressi del mulino sorgono alcune vecchie case coloniche, alcune utilizzate per l'agricoltura, altre divenute ristoranti o agriturismo. Ai piedi del mulino, un ampio piazzale era stato utilizzato in questi giorni per la 'Festa degli Omeni'. Si tratta di un appuntamento tradizionale e tutto al maschile, fatto di grigliate, vino ed allegria. Una tradizione tipica dell'arco alpino che, secondo leggenda, si perpetua il 2 agosto come 'sfregio' a Napoleone Buonaparte. Lo sfottò, sarebbe tutto nell'uso delle 'brache' da lavoro dei montanari veneti rispetto ai pantaloni attillati (fuseaux) che venivano usati dai soldati di Napoleone.


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