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09 agosto 2022

Mogliano

Mogliano, "sfiducia" alla maggioranza: "Subito una riunione straordinaria del Consiglio comunale"

Il consigliere di opposizione Nilandi: “La decisione di restituire le tessere e di uscire dal partito altera la rappresentanza consigliare rispetto all’esito delle amministrative del 2019 "

| Manuel Trevisan |

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| Manuel Trevisan |

Municipio di Mogliano Veneto

MOGLIANO VENETO – I consiglieri di minoranza del comune di Mogliano Veneto sfiduciano il sindaco Davide Bortolato, recentemente uscito, insieme a cinque consiglieri e due assessori, dal partito Lega Nord Salvini Premier, lista che è risultata la prima in città nel 2019 ottenendo 3.568 voti (24,71%).

“La decisione di restituire le tessere e di uscire dal partito, seppur legittima, altera sensibilmente la rappresentanza consigliare rispetto all’esito delle Elezioni Amministrative del 2019 perché la prima lista in città viene di fatto fortemente ridimensionata e quasi annullata – spiega Giacomo Nilandi, capogruppo di Mogliano Bene Comune, a nome dei consiglieri di minoranza -. Un vero e proprio schiaffo in faccia al voto di un quarto degli elettori.

Infatti, una volta avvenuto il passaggio annunciato dei cinque consiglieri al gruppo misto, ci si ritroverà di fronte di fatto a una nuova maggioranza politica, diversa da quella uscita dalle urne. Crediamo che un cambio del quadro politico così sostanziale determini la necessità di un nuovo voto popolare per essere legittimato”.

Proprio per questo, intanto, è stata presentata una mozione di sfiducia da parte della minoranza e chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio comunale. “Il Sindaco continua a sostenere di avere i numeri per governare, ma il posto dove lo deve dimostrare è in Consiglio comunale – precisa infatti Nilandi -. Solo istituzionalizzando questa crisi sapremo se Bortolato ha o meno una minima legittimità politica nel proseguire il suo mandato amministrativo e come si vorrà comportare la Lega nei suoi confronti con l’unico consigliere che gli rimane”.

Infine, una considerazione su come, secondo l’opposizione, il sindaco Davide Bortolato ha gestito la decisione di lasciare il partito con cui è stato eletto. “Oltre che per coerenza, avremmo ritenuto doverose le dimissioni da parte del sindaco, ma al momento non sono ancora pervenute per evidenti ragioni di opportunità politica: sa benissimo che senza il supporto della Lega (prima sedotta e poi abbandonata quando non gli serviva più) non sarebbe rieletto e si deve cercare di arrabattare fra i tanti offerenti del mercato politico che bussano alla sua porta. Squallidi giochi di palazzo che giustificano plasticamente lo stallo amministrativo, denunciato a più riprese dall’opposizione in questi anni di mandato”, conclude Nilandi.

 


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Manuel Trevisan

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