24 gennaio 2021

Mogliano

Mogliano aderisce al progetto anti-prostituzione

L'obiettivo è combattere lo sfruttamento e avviare l’inclusione sociale di persone vittime di tratta: 3.500 le potenziali vittime

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Mogliano aderisce al progetto anti-prostituzione

MOGLIANO - Un network tra Regione, Uls, Comuni, Prefetture, Autorità giudiziarie, Polizia, Università con obiettivo il contrasto alla prostituzione.

Combattere lo sfruttamento e avviare l’inclusione sociale di persone vittime di tratta. Realizzare nel territorio regionale almeno 140 Programmi di assistenza per l’integrazione sociale e lavorativa delle vittime di tratta e sfruttamento nel corso di un anno, dopo aver contattato almeno 3.500 potenziali vittime e mappato la situazione, con metodologia multidisciplinare, di almeno 350 casi.

Sono questi gli obiettivi del progetto Nave, Network Antitratta per il Veneto, cui ha aderito il Comune di Mogliano Veneto.

“La nostra città è stata sempre in prima fila nella lotta allo sfruttamento e alla tratta, e nel contrasto alla prostituzione, e continuiamo anche con questo progetto, perché riteniamo che la tutela della dignità umana sia un obiettivo primario di una comunità civica e solidale. Non basta sentirsi offesi dalla presenza delle prostitute sulle nostre strade e poi voltarsi dall’altra parte. Dobbiamo considerare che in molti casi dietro quell’immagine c’è violenza, sfruttamento, riduzione in schiavitù. E stiamo parlando solo di quello che vediamo, non del sommerso che pure esiste. Dobbiamo agire e contrastare con decisione tutto ciò, al fine di restituire la dignità di essere umano alle vittime”, ha commentato il Sindaco Carola Arena.

Il progetto cui Mogliano ha aderito è stato avviato dalla Regione Veneto, in continuità con uno analogo durato 15 mesi fino al novembre 2017. E’ uno dei 21 progetti italiani finanziato dal Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Capofila è il Comune di Venezia e in Venero ci sono 28 partner.

Il primo progetto Nave ha contattato 2500 persone tra le persone considerate a rischio, con oltre 500 valutazioni puntuali e l’avvio di 120 programmi di assistenza e integrazione. A seguito di questa attività, numerose sono state le denunce effettuate dalle vittime, con conseguente azione giudiziaria e penale.

“In virtù di questi risultati, siamo in grado di dare un contributo importante alla lotta ad uno dei fenomeni più orrendi del nostro mondo che avviene anche nella nostra città e per il quale la nostra coscienza non può rimanere indifferente. E’ per questo che abbiamo aderito anche a questa seconda esperienza del progetto NAVE, impegnandoci nel partenariato attivo”, ha commentato Tiziana Baù, assessore alle politiche sociali.

Il Progetto intende implementare il consolidamento di un sistema unico e integrato di emersione e assistenza di vittime di tratta e grave sfruttamento, che sia attivo 24 ore e 365 giorni l’anno. Le persone a rischio tratta saranno contattate e prese in carico a prescindere dal loro status giuridico, dall’età, nazionalità, genere e tipo di sfruttamento.

Oltre allo sfruttamento sessuale, il fenomeno riguarda anche l’ambito lavorativo, l’accattonaggio, le economie illegali forzate, i matrimoni combinati, dietro ai quali c’è sempre un’organizzazione criminale che il progetto tende a colpire e possibilmente neutralizzare.

 



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