24 settembre 2020

Esteri

Mo, accordo di pace tra Israele ed Emirati

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Mo, accordo di pace tra Israele ed Emirati

Israele ed Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto uno storico accordo di pace che porterà alla piena normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi del Medio Oriente. Lo riferiscono i media israeliani, parlando di una mediazione decisiva del presidente Usa, Donald Trump. L'accordo di pace, che passerà alla storia con il nome di 'Accordo di Abramo', è stato il frutto di lunghe discussioni tra Israele, Stati Uniti ed Emirati e di recente ha avuto un'accelerazione sottolinea 'Haaretz'. L'intesa è stata sancita in una telefonata tra Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ed il principe della corona di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed. Nei negoziati hanno avuto un ruolo importante anche il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, l'ambasciatore americano in Israele, David Friedman, l'inviato per il Medio Oriente, Avi Berkowitz, il segretario di Stato, Mike Pompeo ed il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Robert O'Brien.

 

Israele ha accettato di sospendere i suoi contestati piani di annessione di parti della Cisgiordania secondo quanto riferiscono i media israeliani, citando una nota congiunta dei tre Paesi protagonisti dell'intesa. Delegazioni di Israele ed Emirati Arabi Uniti inoltre si incontreranno nelle prossime settimane per firmare accordi bilaterali riguardo gli investimenti, il turismo, i voli diretti, la sicurezza, le telecomunicazioni ed altre questioni. "Questa storica svolta diplomatica farà avanzare la pace nella regione del Medio Oriente". Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Stati Uniti, Emirati ed Israele, annunciando l'accordo di pace tra Tel Aviv ed Abu Dhabi. L'intesa è la prova del "coraggio degli Emirati Arabi Uniti e di Israele nel tracciare un nuovo percorso che sbloccherà il grande potenziale nella regione. Tutti e tre i Paesi affrontano molte sfide comuni e trarranno reciproco vantaggio dallo storico risultato odierno", prosegue la nota. "Le parti - si legge ancora - continueranno i loro sforzi a questo riguardo per raggiungere una soluzione giusta, globale e duratura al conflitto israelo-palestinese". "Ora che il ghiaccio è rotto mi aspetto che altri Paesi arabi e musulmani seguano gli Emirati normalizzando le relazioni con Israele", ha detto Trump.

 

E' una "giornata storica". Così su Twitter il primo ministro israeliano, Benjami Netanyahu, ha commentato l'accordo di pace raggiunto. "Oggi inizia una nuova era nella nostra relazione con il mondo arabo", ha poi dichiarato. Lo stop ai piani israeliani di annettere parti della Cisgiordania è solo temporaneo, ha poi assicurato il primo ministro israeliano spiegando in conferenza stampa di aver accettato la richiesta del presidente Trump, nel quadro dell'accordo di pace con gli Emirati, di sospendere temporaneamente il progetto di annessione. "Non rinunceremo mai ai nostri diritti sulle nostre terre" e "non c'è alcun cambiamento nei miei piani di annessione, in totale coordinamento con gli Usa", ha dichiarato Netanyahu sottolineando che altri Stati arabi sono pronti a seguire l'esempio degli Emirati e a stabilire rapporti ufficiali con Israele. Netanyahu ha dichiarato di lavorare per una normalizzazione con il Golfo dal 2009.

 

"Ho sempre pensato che fosse possibile. Lo faccio costantemente, da anni", ha spiegato, sottolineando i suoi contatti con il Sudan e altri Stati che non hanno legami ufficiali con Israele. "Questo accordo mostra l'enorme cambiamento del modo in cui Israele è visto in Medio Oriente", ha aggiunto. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha espresso apprezzamento per l'accordo: "Ho seguito con interesse e apprezzamento la nota congiunta di Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Israele", ha dichiarato al-Sisi su Twitter, sottolineando che l'intesa "ferma l'annessione israeliana delle terre palestinesi" e rappresenta "un passo per portare la pace in Medio Oriente". "Gli Emirati hanno accoltellato i palestinesi alle spalle", ha dichiarato un portavoce di Hamas, citato dai media israeliani, a proposito dell'accordo di pace tra Israele ed Emirati. I media israeliani ricordano come lo Stato ebraico abbia firmato finora accordi di pace solo con altri due Paesi arabi, l'Egitto nel 1979 e la Giordania nel 1994. Gli Emirati, come la maggior parte dei Paesi arabi, non riconosceva Israele e non aveva relazioni diplomatiche ed economiche ufficiali, almeno fino ad oggi. La leadership palestinese ha espresso "rifiuto" e "condanna" per l'accordo di pace che "normalizza" i rapporti tra Emirati ed Israele "in cambio di una sospensione temporanea del piano di annettere terre palestinesi e di estendere la sovranità israeliana su di esse". E' quanto si legge in una nota al termine di una riunione d'emergenza convocata dal presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa 'Wafa', nel comunicato si sottolinea che questa mossa "mina l'iniziativa di pace araba" e si accusano gli Emirati Arabi Uniti di aver "tradito" Gerusalemme, Al-Aqsa e la causa palestinese.

 

Nel frattempo il ministro degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Riyad al-Malki, ha annunciato che l'ambasciatore palestinese negli Emirati è stato immediatamente richiamato dopo l'annuncio dell'accordo di pace tra il Paese arabo ed Israele, raggiunto grazie alla mediazione Usa. Onu - Soddisfazione è stata espressa dall'Onu per la dichiarazione congiunta "del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump, del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e di Sua Altezza lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi", che "sospende i piani di annessione israeliana su parti della Cisgiordania occupata". A quanto ha reso noto un portavoce, il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres "accoglie con favore" l'accordo Israele-Emirati, sperando che crei "un'opportunità per i leader israeliani e palestinesi di impegnarsi nuovamente in negoziati significativi che realizzino la soluzione dei due Stati in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e gli accordi bilaterali". La pace in Medio Oriente, secondo Guterres, "è più importante che mai", visto che la regione si trova ad affrontare "le gravi minacce del COVID-19 e della radicalizzazione". Il Segretario generale, conclude il portavoce, "continuerà a lavorare con tutte le parti per aprire ulteriori possibilità di dialogo, pace e stabilità".

 



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