30 ottobre 2020

Treviso

Misure antismog: “Senza una condivisione con gli altri comuni servono a poco"

Opposizioni critiche sul provvedimento

| Isabella Loschi |

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Misure antismog: “Senza una condivisione con gli altri comuni servono a poco

TREVISO - “A parole tutti a favore della salvaguardia dell'ambiente e della nostra salute, ma quando bisogna prendere provvedimenti concreti (quasi) tutti cominciano a tirarsi indietro. Eppure non è difficile capire cosa c'è da fare”. Domenico Losappio, consigliere comunale del gruppo misto, commenta così l’ordinanza antismog che entrerà in vigore nel territorio comunale di Treviso dal primo ottobre e la difficoltà di applicare ordinanze contro l’inquinamento nei comuni più piccoli, vicini al capoluogo.

“È chiaro a tutti che interventi a macchia di leopardo servono a poco. E’ necessario un piano coordinato che coinvolga aree vaste per contrastare seriamente l'inquinamento dell'aria. Da noi c'è un solo partito, la Lega, che ha in mano (da decenni) Regione, Provincia e gran parte dei Comuni: deve solo parlare con sé stesso e prendere una decisione seria, drastica, anche se impopolare. La situazione è drammatica - continua Losappio - non c'è altro tempo da aspettare e invece ogni Comune fa per sé, ci sono mille deroghe, si mantengono i panevin perché eliminarli costerebbe troppo in termini di consenso elettorale. E oltre ai divieti? Le proposte sono davvero poche e poco efficaci. Se non si pensa in primis a un piano per potenziare i trasporti pubblici è evidente che, in moltissimi casi, sarà sempre impossibile pensare a un blocco del traffico privato”.

Anche Coalizione Civica critica le misure antismog adottate dall’amministrazione. “L’impressione è che questi provvedimenti vengano decisi unicamente per evitare che possa essere contestato all’amministrazione (anche in sede legale, oltre che politica) il mancato intervento rispetto alla sempre più grave situazione dell’inquinamento atmosferico. Indipendentemente anche dai controlli e dall’elevazione o meno di sanzioni, è la logica delle deroghe sempre più ampie a togliere valore alle misure decise dall’amministrazione. Se, infatti, si sostiene che questi provvedimenti hanno un valore prevalentemente “educativo” è evidente che il profluvio di deroghe mette in discussione radicalmente proprio questo presunto “effetto educativo”.

“L’amministrazione, inoltre, continua a non fare nulla per limitare il traffico automobilistico nella zona della città in cui la sua limitazione appare più ragionevole e facilmente perseguibile, quella del centro storico. Anzi si riaprono parzialmente le Ztl e si creano nuovi parcheggi in pieno centro. La progressiva pedonalizzazione del centro storico, invece, sarebbe uno strumento che consentirebbe la riduzione delle emissioni inquinanti degli autoveicoli e che avrebbe un effetto anche “culturale” stimolando all’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta anche in altre zone della città”.

 


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Isabella Loschi

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