21 ottobre 2020

Treviso

Metalmeccanici, assemblee e scioperi per il contratto nelle aziende della Marca

Enrico Botter (Fiom Cgil): “Chiediamo garanzia di diritti e salario reale"

| Isabella Loschi |

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TREVISO - Aumento dei minimi salariali, difesa dell’occupazione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono queste le richieste dei lavoratori metalmeccanici, emerse durante le assemblee unitarie svolte nelle aziende della Marca. Al blocco degli straordinari e della flessibilità già in atto, si somma la proclamazione di 2 ore di stop, programmate a livello aziendale nel corso delle prossime settimane, in preparazione dello sciopero nazionale unitario di categoria di 4 ore del 5 novembre.

Al centro della vertenza l’aumento dei minimi salariali per il rilancio dell’economia e dei consumi, la difesa dell’occupazione con il blocco dei licenziamenti, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, la Fiom Cgil di Treviso su questi punti ha convocato l’assemblea generale di categoria il prossimo 30 ottobre per discuterne con il gruppo dirigente di base della categoria.

“Federmeccanica e Assistal sin dal primo incontro, di un anno fa, non hanno mai affrontato il merito delle nostre rivendicazioni e la trattativa non è mai realmente decollata – illustra Enrico Botter, segretario generale Fiom Cgil di Treviso –. L’incertezza determinata dalla crisi sanitaria, economica e sociale non può essere un alibi e non può continuare a ricadere sulle spalle dei lavoratori. Il CCNL è lo strumento in grado di dare certezze economiche e normative a tutti i metalmeccanici. Chiediamo garanzia di diritti e salario reale, sostenendo la ripresa dei consumi e lo sviluppo di politiche di rilancio dell’industria, dell’occupazione, dell’innovazione”.

“Estendere veramente la contrattazione di secondo livello, contrastare la precarietà, valorizzare il lavoro garantendo la formazione continua per tutti, adeguare l’inquadramento professionale ai cambiamenti tecnologici, ambientali e digitali dell’industria non sono obiettivi da poco e dovrebbero trovare adesione anche dalle rappresentanze datoriali, mai così chiuse e poco coraggiose come in questi anni" – attacca il leader delle tute blu della Marca.

 “Nell’emergenza sanitaria la trattativa ha subito un’interruzione non più sostenibile - chiude Botter - Non possiamo perdere altro tempo, è ora di dare salario, è ora di fare il contratto”.

 



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Isabella Loschi

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