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16 agosto 2022

Vittorio Veneto

Meschio esondato: "Noi abbandonati dalle istituzioni, famiglie e attività hanno venduto gli immobili"

L'appello di Luca De Re, capogruppo di Insieme per Cordignano

| Roberto Silvestrin |

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meschio cordignano

CORDIGNANO - “Ad un anno dall'esondazione del fiume Meschio, avvenuta nel dicembre del 2020, sarebbe opportuno fare un bilancio o perlomeno il punto della situazione. Le attività ed i cittadini colpiti da questo evento sono stufi del silenzio prolungato da parte delle istituzioni”. E’ l’appello lanciato da Luca De Re, ex candidato sindaco e attuale capogruppo di “Insieme per Cordignano”.

 

L’ondata di maltempo che ha investito il paese tra il 5 e il 6 dicembre dell’anno scorso ha danneggiato circa 500 immobili. I cittadini “sono ancora in attesa di risposte in merito ai quesiti formalmente presentati tramite lettera interlocutoria indirizzata all'amministrazione comunale subito dopo l'evento calamitoso”, sostiene ancora De Re. “La situazione di assoluto abbandono istituzionale nella quale, da circa un anno, versa un'intera area del territorio comunale, lasciata senza alcun sostegno per ripartire dignitosamente, è sintomo di chiaro disinteresse delle istituzioni locali per i cittadini – dichiara un cittadino -. L'unico segnale è stato un timido riconoscimento dei costi di spurgo dei tombini eseguito per ovvie necessità, subito dopo l'esondazione del Meschio. Decine di automobili distrutte o irrecuperabilmente danneggiate, danni ingentissimi agli edifici residenziali e ai beni in essi contenuti, avrebbero quantomeno meritato un atteggiamento di solidarietà locale, se non regionale, nei confronti della popolazione interessata dall'evento calamitoso”.

 

Secondo quanto riportato dal capogruppo, “alcune famiglie ed attività produttive della zona colpita hanno abbandonato o messo in vendita gli immobili, non potendo far fronte alle spese di ripristino. Altre hanno sporto denuncia. La maggior parte delle famiglie sta vivendo un periodo di frustrante senso di impotenza, nella speranza di ricevere un minimo sostegno collettivo”. De Re chiede quindi l’istituzione di un conto corrente solidale a favore dei cittadini e delle attività colpite dall’esondazione. “Bisogna aprire un anche un tavolo tecnico per adottare soluzioni in grado di mettere in sicurezza il territorio da un punto di vista idrogeologico”, dichiara ancora il consigliere.

 



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Roberto Silvestrin

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