20 aprile 2021

Treviso

Mentre gli studenti sono in piazza, i genitori scrivono a Zaia

Manifestazione delle associazioni studentesche stamattina a Treviso. Da un liceo di Padova intanto è partita una lettera a Zaia che sta raccogliendo firme in tutto il Veneto

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

proteste per scuola chiusa

TREVISO - A scuola non ci potevano andare stamattina, diversamente dai più piccoli alle elementari e medie. Gli studenti delle superiori si sono “fatti vivi” lo stesso, “striscionando” per le vie del centro tutto il loro disagio e il disappunto. “Non potevamo rimanere con le mani in mano dopo la proroga della chiusura delle scuole per la mancanza di un piano – ha spiegato Garzara Carlo (Rete studenti medi). Guardando ai contagi sappiamo perfettamente come il Veneto non abbia avuto un'organizzazione virtuosa, ma la scarsa pianificazione e la noncuranza nei confronti dei giovani non può pesare ancora sulle spalle di migliaia di studenti e docenti".

 

"Senza piano per trasporti, spazi e tamponi – avvertono gli studenti di Treviso – si andrà a finire alla calende greche. Bisogna tornare a fare scuola in presenza: la dad - dati alla mano è uno strumento di emergenza che però, nel lungo periodo, rischia di fare abbandonare gli studi a 34 mila adolescenti” - conclude Francesca Dalla Libera (Rete). “Se non troviamo un modo di riaprire le scuole in sicurezza le conseguenze per la nostra generazione saranno purtroppo significative. Qui l'unico piano per l'istruzione pubblica sembra essere un piano di distruzione".



Intanto, dal comitato genitori del liceo scientifico "Fermi" di Padova è partita una lettera aperta al Presidente Zaia che in poche ore ha fatto il giro del Veneto,facendo incetta di adesioni e sostegno: “All’indomani dell’ultimo provvedimento che conferma la chiusura delle scuole superiori ed essendo la DaD un palliativo che non può soddisfare le esigenze di apprendimento e crescita culturale e umana dei nostri figli, per noi genitori non è più possibile tacere. Oltre 200.000 studenti delle superiori in Veneto hanno interrotto il loro percorso nelle aule a febbraio 2020”.

 

Le famiglie venete si chiedono a questo punto come sia possibile che nel dibattito pubblico in Veneto la crescita di una generazione venga dopo l’apertura di una pista da sci. “E’ importantissimo che venga attuato un piano di graduale ripartenza della didattica in presenza dal 1 febbraio, non prorogabile, anche minimale nelle fasi iniziali, garantendo la rimodulazione degli orari e il potenziamento del trasporto pubblico locale, a evitare che l’oggettiva incertezza dei numeri della pandemia in Veneto comporti ulteriori rinvii”.

 


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Roberto Grigoletto

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