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30 gennaio 2023

Castelfranco

La memoria di Norma Cossetto divide il Consiglio comunale di Castelfranco

La mozione di Fratelli d'Italia di intitolare una panchina alla giovane istriana infoibata nel 43 provoca le reazioni dell'opposizione, che parla di "indegna strumentalizzazione".

| Leonardo Sernagiotto |

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Norma Cossetto

CASTELFRANCO – A 80 anni dalla sua tragica esecuzione, la memoria di Norma Cossetto infiamma il dibattito politico a Castelfranco. L’incipit è stata la mozione presentata in Consiglio comunale dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Guido Rizzo, di intitolare alla giovane istriana, barbaramente seviziata, stuprata e infoibata dai partigiani titini nell’ottobre 1943, una panchina azzurra. La panchina e relativa targa celebrerebbero la figura di Norma, come incarnazione delle molte donne ancora oggi vittime di violenza, discriminazioni e sopraffazione.

Alla mozione, ha replicato in primis Serena Stangherlin (Noi la Civica), che, dopo aver letto una lettera della sezione dell’ANPI che invitava al ritiro della mozione, denunciandone la strumentalità nell’equiparazione di "vincitori e vinti", sottolineava come non fossero chiari diversi aspetti in discussione. Ad oggi, è ancora oggetto di dibattito la vicenda storica di Norma Cossetto, fatta salva la tragicità del suo dramma personale. Il padre di Norma era infatti podestà e ufficiale fascista, che combatté a fianco dei nazisti contro i partigiani jugoslavi. Norma sarebbe innanzitutto vittima in quanto legata al fascismo, più che come italiana.

In secondo luogo, secondo Stangherlin, la mozione riflette una visione patriarcale della donna (quella della vittima da difendere) e dimentica l’azione attiva di molte donne del territorio che agirono in prima persona nella guerra di Liberazione, come Tina Anselmi, Liliana Saporetti, Olga Bernardi, Marcella Dallan, ancora oggi prive di un luogo che ne celebri la memoria.

Ben di altro tenore gli strali lanciati dal gruppo Castelfranco Merita, il cui capogruppo Sebastiano Sartoretto ha parlato di una “provocazione politica di pessimo gusto”, nella quale la drammatica vicenda personale di Norma è “indegnamente strumentalizzata”. Ancora più taglienti le dichiarazioni di Alessandro Boldo, che ha dichiarato: “State strumentalizzando il corpo delle donne: voi violentate Norma un’altra volta, con una bieca operazione di pornografia politica di cui si dovrebbe vergognare, consigliere Rizzo”.

Alla fine la mozione è stata approvata con i consiglieri di minoranza che hanno abbondonato l’aula consiliare. L’indomani, la nota di Rizzo alla discussione in consiglio: “È emersa la vera anima di questa nostra sinistra castellana: aggressiva, offensiva e violenta. L’offesa più bieca è per la figura di Norma Cossetto, medaglia d'oro al merito civile: attaccarne la memoria, cercare di demolirla significa colpire direttamente il patriottismo e italianità che rappresenta, con l’obbiettivo di delegittimarla, quale idea non degna di uno spazio pubblico”.

 


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Leonardo Sernagiotto

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