31 ottobre 2020

Mogliano

Maxi polo logistico a Casale, il ministero dell'ambiente: "Allarme sul consumo di suolo"

Il sottosegretario Morassut risponde all’interrogazione della deputata del Pd sul progetto di 500mila metri

| Isabella Loschi |

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polo logistico casale

CASALE SUL SILE - Alla Commissione ambiente della Camera il sottosegretario Roberto Morassut ha risposto all'interrogazione presentata dalla deputata del Pd Chiara Braga sul progetto del Polo logistico di Casale, per i previsti oltre 500mila metri di cemento, tra le province di Treviso e Venezia, confermando l'allarme sul consumo di suolo in Veneto, in particolare nella Marca.

“Nella risposta del ministero dell’Ambiente Morassut – afferma Chiara Braga - pur ribadendo la non competenza istruttoria a livello locale, sostiene essere bene segnalare come "innaturale" la procedura amministrativa seguita dal comune di Casale sul Sile, sicuramente da approfondire nelle sedi competenti”. “Di più, nell'ultimo anno, come certifica l’Ispra, in Veneto 785 ettari di prezioso suolo vergine sono andati persi per sempre, di questi 441 solo per i cantieri aperti pianificati senza attenzione alla tutela e al riuso dei suoli dismessi" – aggiunge la deputata del Pd.

"Interessanti poi le conclusioni, ovvero il confronto di approccio per il previsto polo logistico di Poste Italiane che dovrebbe sorgere a nord di Treviso: “Relativamente agli effetti dei piani di sviluppo di Poste Italiane nella parte settentrionale della Provincia di Treviso, già carica di aree industriali vuote o abbandonate, può considerarsi valido il principio della rigenerazione urbana di cui al decreto (legge 18 aprile 2019, n. 32) cosiddetto Sblocca cantieri”. “Insomma – chiude Braga - possiamo considerare specularmente un esempio cattivo e un esempio virtuoso - quello di Poste - che dimostra che si può fare sviluppo senza devastare il paesaggio”. Sul tema intervengono Giovanni Zorzi e Matteo Favero, segretario provinciale e responsabile per l’ambiente del Pd a Treviso.

“Quello che l’amministrazione comunale di Casale vuole strenuamente fare a scapito della bellezza del territorio, del valore immobiliare delle case del comune, della tutela dal dissesto idrogeologico è il contrario di come deve essere pensata la ripresa dopo il Covid 19. Bisognerebbe infatti creare lavoro tutelando il piccolo commercio di prossimità, il lavoro regolare e pagato dignitosamente, privilegiando rigenerazione e riuso degli spazi vuoti”.

 



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Isabella Loschi

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