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06 febbraio 2023

Politica

Maxi bonus per smartphone e pc, M5S.: “Non un regalo, ma un risparmio”

Filippo Scerra fa i conti. E spiega: “Prima il bonus era di 7.500 euro, ora di 7.100”

| Stefania De Bastiani |

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| Stefania De Bastiani |

Filippo Scerra

ROMA - La notizia del bonus da 5.500 euro che i deputati si sono destinati per l’acquisto di smartphone, tablet e pc, ha fatto discutere. Avevano davvero bisogno, i 400 onorevoli, di un rimborso spese sull’acquisto di prodotti informatici? La domanda può trovare svariate risposte, ma a spiegare che non si è trattato di una spesa superiore rispetto alla precedente legislatura ma più di un risparmio è il Questore del M5S Filippo Scerra, che insieme a Paolo Trancassini (Fdi) e Alessandro Benvenuto (Lega), ha firmato la delibera che dà l’ok alle spese.

 

"Si parla di regalo di Natale per i deputati di 5.500 euro - riferisce Scerra in un comunicato - ma non si dice tutta la verità”. Il questore 5Stelle fa i conti: nella legislatura precedente era stato destinato a ogni deputato un bonus di 7.500 euro per le spese di cancelleria e informatica, che ammontavano rispettivamente a 5.000  per la cancelleria e 2.500 euro per smartphone, tablet e pc. Il bonus ora sarebbe sceso a 7.100 euro, di cui 5.500 per il materiale informatico e 1.600 per la cancelleria. Si parla di costi per l’intera durata della legislatura: le spese di cancelleria erano di circa 1.000 euro l’anno, quindi 5.000 in tutto, mentre ora sono scese a 320 euro all’anno, per un totale appunto di 1.600. A conti fatti, sommando le due voci, c’è stato un risparmio, anche se minimo. 

 

“In molti sostenevano che la dotazione delle spese di cancelleria fosse esagerata e che ci fossero state in passato troppe spese superflue sul capitolo. - riferisce Scerra - Allora in questa legislatura è arrivata la proposta di accorpare il corrispettivo relativo alle spese di cancelleria e delle spese informatica e dare la possibilità ai deputati di scegliere su cosa concentrare le loro spese. Il sottoscritto ha chiesto con forza che questa operazione di maggiore flessibilità non avesse ripercussioni sulle casse dello Stato, e anzi che costasse meno rispetto alla scorsa Legislatura. La mia richiesta è stata accolta”.

 

Con un risparmio dunque di 400 euro a deputato questo bonus, secondo il Questore Scerra, non si può definire regalo. Ma i deputati, con i loro stipendi, hanno davvero bisogno di un rimborso spese per comprarsi le penne e lo smartphone? “Alcuni mi chiedono di eliminare completamente queste spese - dichiara Scerra -. Non so se sia corretto eliminarle, ma ricordo che il sottoscritto è in minoranza nel collegio dei Questori e che le decisioni si prendono in maniera collegiale dopo una discussione interna”.

 

In foto: Filippo Scerra, foto Facebook

 


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