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06 febbraio 2023

Treviso

Matrimoni cancellati e settore in crisi: nella Marca fatturati giù per 7.500 imprese

Nell'anno della pandemia a Treviso sono stati celebrati solo 1.490 matrimoni. Ora si riparte

| Isabella Loschi |

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Matrimoni cancellati e settore in crisi: nella Marca fatturati giù per 7.500 imprese

TREVISO - Fiato sospeso per le imprese che operano nel settore dei matrimoni, delle feste e dei ricevimenti. Il settore potrebbe finalmente ripartire il 7 giugno, quando in Veneto dovrebbe entrare in zona bianca, dando un pò di ossigeno ad un settore praticamente fermo da 15 mesi.

Anche in Provincia di Treviso il settore dei matrimoni è stato tra i più colpiti dagli effetti della crisi Covid-19 con un calo medio dei fatturati nel 2020 del -25,5% rispetto all’anno precedente. Si pensi che nell’anno della pandemia sono stati celebrati a Treviso solo 1.490 matrimoni, 8.299 in Veneto, numeri dimezzati rispetto ai 13.664 mila dell’anno pre pandemia.

Nella Marca, secondo una analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato, si contano 7.491 imprese, pari all’8.6% dell’intero sistema imprenditoriale. Quasi un’impresa su due del settore, 3.474 unità, sono imprese artigiane dove complessivamente lavorano 29.654 addetti.

Tra i settori potenzialmente coinvolti in cerimonie e wedding, quelli a più elevata vocazione artigiana sono i servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici (90.8%), gelaterie e pasticcerie (80.9%), produzione di pasticceria fresca (74.4%), attività fotografiche (80.4%), trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente (68.1%), fabbricazione di altri articoli, quali cesti floreali, bouquet e corone di fiori artificiali o secchi (55.1%).

“Sulla base delle nostre rilevazioni - spiega il presidente di Confartigianato Marca trevigiana Vendemiano Sartor -  “il settore del wedding figura tra quelli che nel 2020, rispetto al 2019, hanno registrato cali di fatturato delle MPI superiori a quello medio del -25,5%. Particolarmente colpito sono il trasporto persone (-73,8%), pasticcerie (-36,7%), tessile, abbigliamento, calzature, occhiali e gioielleria (-35,9%), grafici e fotografi (-33,7%) e acconciatori ed estetica (-33,6%)”.

Ora con la zona bianca e il Green Pass il comparto dovrebbe riprendere a lavorare ma non mancano le incertezze in vista della ripartenza. “ L’Unione Europea attiverà la certificazione verde dal 1° luglio, il governo italiano vorrebbe anticiparla al 15 giugno ma, non avendo coinvolto il garante della privacy durante la stesura del decreto che lo introduce, ha generato una situazione che appare lacunosa su moltissimi aspetti formali ed esecutivi”, sottolinea Sartor. “Ora non vanno evitati inutili colli di bottiglia burocratici per ottenere al più presto la certificazione verde”.

 


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