04 agosto 2020

Treviso

Matrimoni, battesimi ed eventi: a Treviso il Covid ha spazzato via oltre 28mila cerimonie

In tre mesi sono già 112 le aziende trevigiane del settore che hanno chiuso. Sartor (Confartigianato):"La Regione aiuti anche questi imprenditori"

| Isabella Loschi |

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matrimonio

TREVISO - Vestiti da sposa ordinati mesi prima e poi disdetti o sospesi fino a nuova data. Così per ristoranti, fotografi, catering, location e allestimenti. Paralizzato, immobile e incerto. Il complesso e variegato settore delle cerimonie e degli eventi è in crisi.

Matrimoni, battesimi, prime comunioni, lauree, eventi e congressi, che proprio in questi mesi dell’anno avrebbero visto il loro momento migliore devono fare i conti con l’emergenza da Coronavirus. E i numeri parlano chiaro. Ben 28.640 le cerimonie saltate nella Marca, 155mila in tutto il Veneto. Una stima dell’ufficio studi di Confartigianato Imprese Veneto basata su quanto si è svolto nella nostra regione lo scorso anno.

Ad oggi sono state rinviate quasi tutte le celebrazioni di aprile, maggio e giugno e, a detta degli operatori, sulla stessa via anche quelle della seconda metà dell’anno. Perché ora a bloccare le cerimonie è proprio l’incertezza di quando il virus scomparirà e permetterà di tornare a festeggiare in tutta tranquillità. A Treviso in un anno si celebrano 2.523 matrimoni, 5.111 battesimi, 6.984 prime comunioni e 6.394 cresime (dati riferiti al 2019) e si svolgono 7.628 eventi e congressi, per un totale di 28.640 appuntamenti che attivano oltre 140 diverse attività, dalla stampa degli inviti all’addobbo floreale, raggruppabili in 7 macro aree: abbigliamento e accessori cerimonia (287 aziende artigiane), Allestimenti, alloggi e location (528), Artistico (100), Bellezza (2.022), Intrattenimento, audio, video e foto (196), Ristorazione e catering (709) e Trasporto persone (148). Questi settori, secondo Confartigianato Marca trevigiana hanno visto, nei primi tre mesi del 2020, la chiusura di ben 112 attività artigiane.

“Eventi e cerimonie - afferma Vendemiano Sartor, Presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana - coinvolgono decine e decine di attività a carattere artigiano: si va dalle sartorie specializzate nell’abbigliamento e accessori da cerimonia, ai tecnici degli allestimenti, alloggi e location, a quelli specializzati nell’intrattenimento audio, video e foto, ai laboratori dell’artistico, ai saloni di bellezza e acconciatura. Per finire con la ristorazione, il catering e il trasporto persone. 23.613 le aziende potenzialmente coinvolte in regione attive a marzo 2020, di cui 4mila trevigiane. E nei primi tre mesi dell’anno ne abbiamo già viste chiudere ben 662, di cui 112 trevigiane. A questo grande settore si stima manchino complessivamente a livello regionale dai 700 milioni di euro ad 1 miliardo. Tanto valgono i preparativi e lo svolgimento degli eventi”.

Per questo l’associazione di categoria chiede alla Regione di dare maggior sostengo a questo settore messo in ginocchio.
“Il recente “Bando per contributi a supporto delle micro e piccole imprese colpite da Covid-19 nei settori commercio, somministrazione e servizi alla persona è un chiaro esempio della volontà di intervenire a sostegno degli imprenditori maggiormente colpiti”- dichiara Sartor - Chiediamo alla Regione che, anche per gli imprenditori del variegato business di cerimonie ed eventi, possa essere approvata analoga misura di sostegno, che metta a disposizione delle risorse da destinare a contributo a fondo perduto”.

 


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