27 luglio 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Marzia, la mamma di Cison che scrive a Conte per chiedergli di difendere i curdi

“Presidente, perché l'Italia non sta lanciando un grido di orrore?... come mamma ho bisogno di sapere che posso contare sull'integrità morale delle nostre istituzioni”

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Marzia, la mamma di Cison che scrive a Conte per chiedergli di difendere i curdi

CISON DI VALMARINO Marzia, una mamma di Cison di Valmarino ha scritto al primo ministro Giuseppe Conte per chiedere l’intervento dell’Italia in difesa dei curdi. Una lettera aperta che ha deciso di condividere con OggiTreviso perché quanto sta accadendo apre un dilemma morale anche verso le generazioni future giacché come scrive nella lettera: “Sono una mamma di due figlie che con molta fatica ogni giorno cerca di trasmettere i valori fondamentali e indispensabili del vivere civile, del rispetto dell'altro, della solidarietà e della condivisione per far sì che un domani le mie figlie, diventate donne, sappiamo comportarsi in modo adeguato nella società… ”.

La missiva al premier Conte prosegue: “Sappiamo tutti che la pace è la condizione migliore attraverso la quale un popolo possa crescere e progredire sia in termini economici sia in termini sociali. Le scrivo che in parte faccio fatica a realizzare quanto sopra perché avrei bisogno a mia volta di avere dei riferimenti che accanto a me sappiano guidarmi verso quella direzione educativa di crescita per le mie figlie, dei riferimenti istituzionali che mi diano il chiaro ed inequivocabile esempio di voler difendere quegli stessi ideali che io cerco di inculcare alle mie figlie”.

“Ideali, questi di cui parlo, che chiaramente valicano ogni confine fisico e politico: se uno Stato si fonda, come è lo Stato italiano così com'è sancito nella nostra Costituzione, sulla garanzia dei diritti inviolabili dell'essere umano universalmente riconosciuti non può rimanere inerme e pressoché in silenzio quando a poche migliaia di chilometri da casa nostra questi diritti sono calpestati e l'umanità viene massacrata. Quando accadono certi fatti così gravi il Parlamento e il Governo credo abbiano il dovere morale di sospendere le loro attività di ordinaria amministrazione e dedicarsi a produrre una risoluzione meditata di condanna… ad un'azione illegittima messa in atto da uno Stato vicino, la Turchia, membro peraltro della Nato, nonché dell'Onu del quale sta marcatamente violando gli ideali e i precetti”.

Ed ecco la richiesta di chiarimenti e d’impegno: “Le chiedo signor Presidente, perché l'Italia non sta lanciando un grido di orrore? Perché l'Italia non si sta facendo portavoce presso la Nato e presso l'Onu affinché si intervenga in questa situazione, questa come in altre come ad esempio per la guerra in Yemen. Lo stato di impasse in cui Italia ed Europa sono fermi a guardare una situazione fuori dalla porta di casa è moralmente disarmante: gli Stati Uniti lasciano il popolo curdo in balia del loro destino sotto l'attacco turco; l'atteggiamento dell'Europa che non interviene e sta a guardare indifferente è a mio avviso ugualmente da condannare”.

Quindi una considerazione di ordine etico: “Per avere un ruolo attivo e incisivo a favore dei diritti umani, non credo possa bastare l'accordo sul trasferimento di 6 miliardi di euro alla Turchia per il controllo della migrazione dei siriani, tra cui i curdi-siriani: in questo modo la gestione dei profughi è stata delegata totalmente ad un capo di stato dittatore che nega i diritti civili. Le chiedo signor Presidente di darmi un segnale, di dare alla nazione intera un segnale forte di presa di posizione contro queste azioni sciagurate e atroci che devastano popoli e comunità intere e glielo chiedo dal profondo del cuore perché come mamma ho bisogno di sapere che posso contare sull'integrità morale delle nostre istituzioni pubbliche e che posso prendere esempio dai politici che ci rappresentano per portali a mia volta ad esempio presso le mie figlie”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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