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09 agosto 2022

Nord-Est

Marmolada, l'esperto del clima: "Fusione dei ghiacci con due mesi di anticipo"

"L'evento potrebbe ripetersi con maggiore frequenza". Mentre il glaciologo del Museo della scienza-Muse di Trento: "Tra 30 anni il ghiaccio scomparirà"

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Marmolada, l'esperto del clima:

TRENTO - "Quest'anno è eccezionale per le poche precipitazioni e per il caldo, che ci fa registrare da uno a due mesi di anticipo rispetto alla normale fusione della copertura di manto nevoso e del ghiaccio in quota. Le previsioni ci dicono che ci aspettano ancora tre mesi di caldo, quindi l'evento avvenuto ieri sulla Marmolada, con il crollo di un intero seracco, potrebbe ripetersi con maggiore frequenza".

Così, il climatologo dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente della Provincia di Trento (Appa), Roberto Barbiero, coordinatore del Tavolo provinciale di coordinamento e di azione sui cambiamenti climatici. "L'aumento di temperatura sulle Alpi è ormai un dato certo, con un indice di surriscaldamento doppio rispetto a quello medio globale.

I ghiacciai sulle vette italiane, poi, sono più interessati dal fenomeno di riduzione rispetto a quelli sui versanti austriaci o svizzeri, perché maggiormente esposti al sole e ai flussi di aria calda. Ogni anno i nostri ghiacciai perdono massa non solo per una diminuzione delle precipitazioni nevose, ma anche per l'effetto delle estati particolarmente calde", ha detto all'ANSA Barbiero, precisando come molti ghiacciai registrino riduzioni di due terzi o, in alcuni casi, anche di tre quarti del volume rispetto alla massima espansione di fine Ottocento.

"Il ghiacciaio della Marmolada, così come lo conosciamo ora, scomparirà nell'arco di 20 o 30 anni. Rimarranno delle placche di ghiaccio separate tra loro al riparo dall'irraggiamento solare e dai flussi di aria calda".

Così, il glaciologo del Museo della scienza-Muse di Trento, Christian Casarotto. "Già da tempo riscontriamo un fenomeno di frammentazione del ghiaccio in diversi settori. Quello che ha interessato il crollo, tra l'altro, era già una parte separata", ha specificato Casarotto. Il fenomeno di riduzione e della frammentazione, a detta dell'esperto, sta interessando tutti i ghiacciai. "Le Alpi - ha detto al riguardo - sono un punto caldo del riscaldamento globale, e la tendenza di arretramento si registra su tutti i ghiacciai, anche i più grandi, che tuttavia rispondono più lentamente all'innalzamento delle temperature in quota".

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