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04 dicembre 2021

Treviso

"Marchi faccia il suo mestiere, ai lavoratori del Canova pensiamo noi"

Massimiliano Paglini replica a muso duro al presidente di Save che aveva accusato i sindacati di fare i propri interessi e non quelli dei dipendenti.

| Roberto Grigoletto |

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TREVISO - Risponde a tono e per le rime il segretario provinciale della Cisl di Belluno e Treviso, Massimiliano Paglini: “Marchi faccia il suo mestiere da imprenditore e lasci a noi il nostro, che è quello di rappresentare e tutelare i lavoratori, ciò che abbiamo fatto in questi mesi durissimi”. Destinatario del messaggio il presidente di Save, Enrico Marchi, che a sua volta non le aveva certo mandate a dire, lanciando ai sindacati l’accusa, piuttosto pesante, di non fare l’interesse dei lavoratori bensì il proprio.

“Abbiamo forse acconsentito che si arrivasse al taglio della contrattazione integrativa o all’appalto dei servizi come la sicurezza, fondamentali in un aeroporto a vocazione internazionale? - attacca Paglini -. Sarebbero questi gli interessi di qualche sindacalista a cui si riferisce Marchi? Se così fosse, ce ne farebbe onore. Se invece Marchi ritiene che fare questo sia ostacolo al funzionamento delle sue imprese, rispondiamo che lui faccia il suo mestiere di imprenditore, rispetto al quale gli riconosciamo indubbie capacità, e lasci a noi il nostro di rappresentanza e tutela dei lavoratori”. Il segretario della Cisl invita a entrare poi nel concreto delle soluzioni che ancora non si intravvedono all’orizzonte.

Paglini rilancia: “Se poi volesse confermare con un segnale forte la enunciata attenzione ai lavoratori del gruppo, gli riproponiamo le stesse richieste avanzate durante le manifestazioni: presenti un piano industriale e dia garanzie che non verrà tagliato nemmeno di un euro il contratto integrativo, e tolga dal tavolo ogni ipotesi di esternalizzazioni. Sarebbe un segnale innovativo di buone e costruttive relazioni industriali nel solco della responsabilità sociale, fortemente ribadita da tutti gli stakeholder in occasione dell’approvazione del Masterplan”.

Infine sulle tutele per i lavoratori durante i diciotto mesi di chiusura dello scalo trevigiano, la Cisl di Belluno e Treviso ricorda che “gli ammortizzatori sociali non sono certamente pagati con gli utili stratosferici realizzati negli anni dalle società capitanate dal dottor Marchi”. In coda, il veleno - come dicevano i latini.

 


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Roberto Grigoletto

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