04 aprile 2020

Treviso

MANOVRA: VENETO TERZA REGIONE PIU' PENALIZZATA

Per il grupppo leghista, la manovra penalizza il nord

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MANOVRA: VENETO TERZA REGIONE PIU' PENALIZZATA

TREVISO - Per il gruppo leghista del Veneto, la manovra è iniqua. Iniqua nei confronti del Nord.

"Al Nord risiede il 55% dei lavoratori danneggiati da questa riforma, mentre al Sud tale percentuale non arriva al 26%”. Così il capogruppo leghista Federico Caner e il vicecapogruppo Paolo Tosato commentano i dati, desunti da quelli ufficiali Istat e Inps, sulla modifica del sistema previdenziale nel decreto Monti.

“Ancora una volta – dichiarano – il Nord e il Veneto, che ha una copertura previdenziale del 91,1%, si accolleranno il peso di altre realtà dove la spesa pensionistica include una percentuale elevatissima di invalidità. La riforma Monti prevede infatti l’aumento del numero di anni di contribuzione necessari per accedere alle pensioni di anzianità: in luogo degli attuali 40 anni, i maschi dovranno lavorarne almeno 42 anni e le donne 41”.

“Questo avrà un notevole impatto sui lavoratori prossimi alla soglia dei 40 anni di contribuzione – spiegano i due leghisti -, e i presunti benefici per le casse pubbliche diverranno risibili se si considerano i costi sociali di una operazione del genere. Pensiamo alla funzione irrinunciabile che hanno i nonni per i loro figli che lavorano, e per i loro nipoti, con l’esigenza per gli Enti locali di ripensare o aumentare i servizi all’infanzia già gravati dai tagli centrali”.

“Dalle stime di Plancia, in Italia il prossimo anno dovranno posticipare l’uscita dal lavoro circa 234.000 persone, delle quali il 55% al Nord, appunto, al Nord". La forbice si amplia ulteriormente se si considerano solo le lavoratrici, che stanno aspettando di ottenere la pensione di anzianità. Su 108.716 donne che rimarranno di più al lavoro,  ben il 60% si collocano al Nord, il 15% al Centro e il rimanente 25% al Sud. Il Veneto è la terza regione per numero di donne che dovranno “pazientare” per ottenere la pensione di anzianità, dietro solo a Lombardia e Piemonte”.

“Una volta di più, come abbiamo visto con le modifiche sull’ICI – concludono Caner e Tosato – il governo Monti si sta dimostrando contro gli interessi del Nord. Pertanto bene fa la Lega a restare all’opposizione rispetto ad una manovra in cui non esiste traccia dell’equità tanto sbandierata dal premier”.

 

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