10 agosto 2020

Italia

Mano nella mano contro ogni odio e violenza: il gesto storico di Mattarella e Pahor

Fiori alla foiba di Basovizza dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e dal capo dello stato sloveno Borut Pahor che si tono tenuti per mano

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

  Mano nella mano contro ogni odio e violenza: il gesto storico di Mattarella e Pahor Fiori alla foiba di Baso

FOTO: Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo collega sloveno Borut Pahor alla foiba di Basovizza

 

TRIESTE – Un gesto senza precedenti e dal significato potente quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal suo collega sloveno Borut Pahor che tenendosi per mano hanno raggiunto la foiba di Basovizza per deporre un corona di fiori. Un atto che esprime a pieno e senza alcun’ombra di dubbio la volontà di superare i drammi e i dolori di un periodo storico che ha lasciato ferite profonde. Va inoltre rilevato che per la prima volta un capo di stato di un paese dell’ex Jugoslavia ha commemorato le vittime italiane delle foibe.

In Prefettura a Trieste, davanti al suo omologo sloveno Borut Pahor, il presidente Mattarella ha quindi affermato: "La storia non si cancella, e le esperienze dolorose sofferte dalle popolazioni di queste terre non si dimenticano. Proprio per questa ragione il tempo presente e l'avvenire chiamano al senso di responsabilità - ha proseguito il presidente -. A compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite da una parte e dall'altra l'unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimenti e rancore, oppure al contrario, farne patrimonio comune nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro. Al di qua e al di là della frontiera, il cui significato di separazione è ormai per fortuna superato per effetto della comune scelta di integrazione nell'Unione europea, al di qua e al di là del confine sloveni e italiani sono decisamente per la seconda strada, rivolta al futuro. In nome dei valori oggi comuni: libertà democrazia pace".

 


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Ingrid Feltrin Jefwa

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