09 aprile 2020

Treviso

"Manifestazione non autorizzata": 17enne di Fridays for Future indagato dopo il corteo di Treviso

Il giovane segnalato al Tribunale dei Minori di Venezia per non aver rispettato percorso stabilito

| Isabella Loschi | commenti |

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fridays for Future Treviso

TREVISO - Un giovane del movimento ambientalista Fridays for Future Treviso indagato dalla Procura dei minori di Venezia. A due mesi di distanza dalla manifestazione svoltasi in città in difesa dell’ambiente uno studente 17enne di Treviso è segnalato al Tribunale dei Minori di Venezia per “manifestazione non autorizzata”.

Che cosa è accaduto? Era il 29 novembre scorso e i giovani manifestanti dopo aver percorso in corteo le vie del centro storico con cartelli e slogan per dire stop all’inquinamento del pianeta, hanno preso una direzione diversa dal percorso prestabilito.

All’altezza della biblioteca di Borgo Cavour i manifestanti hanno tentato di superare Varco Caccianiga per sbucare nel Put e bloccarlo per qualche minuto. Gli studenti furono fermati dalla polizia e decisero quindi di sedersi a terra davanti al varco. Proprio per questo il giovane ambientalista è stato indagato per manifestazione non autorizzata, in violazione dll’articolo 18 del Tulps. Rischia una pensa di sei mesi.

“Paradossale come gli etichettati a portatori di sicurezza si occupino di bloccare chi ha fatto della salvaguardia del proprio pianeta la sua battaglia - scrive in un lungo post il movimento - A Padova, questo fine ottobre, due ragazzi sono stati denunciati per aver compiuto un die-in, ovvero essersi stesi pacificamente, in un negozio Zara; in Australia, colpita da mesi da incendi mai visti prima, gli attivisti climatici sono stati definiti come violenti, anarchici, anti democratici, per aver giustamente affermato che la gravità dei roghi era dovuta al riscaldamento globale”. Dopo neanche due mesi dal 4° sciopero globale l'ennesimo esempio, che interessa direttamente la nostra città: un attivista di Treviso è sotto indagine per manifestazione non autorizzata. Invece non si da nulla contro i responsabili dei tanti scempi ambientali che si diffondono sui nostri territori.

“Nulla hanno detto contro la Pedemontana Veneta - continuano gli attivisti di Fridays For Future - nulla dicono rispetto all’aria tossica prodotta dal cementificio di Pederobba; nulla affermano sui pesticidi che bambini e anziani respirano nelle colline del prosecco durante i trattamenti. E ancora, nulla fanno contro i sindaci, responsabili della sanità locale, per i continui sforamenti dei livelli di legge dei PM10 e PM 2.5”.

“Il messaggio è chiaro: colpire i singoli per scoraggiare la massa, impaurire chi si ribella alla crisi climatica per difendere chi, avvelenando il nostro pianeta, si arricchisce. Ribadiamo che noi di Fridays for Future siamo un movimento popolare, nato dal basso e siamo contrari a qualsiasi imposizione dall'alto. Rivendichiamo pienamente le pratiche utilizzate il 29 novembre e aggiungiamo che ci schiereremo sempre dalla parte di chi combatte le ingiustizie”.

 



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Isabella Loschi

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