17 settembre 2021

Castelfranco

Malghe isolate sul versante trevigiano del Grappa

La Provincia promette interventi rapidi ma il problema delle gallerie non si risolverà molto presto

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Malga Mure

PIEVE DEL GRAPPA - La Provincia promette: la strada per il Pian dea Bala aperta e accesso alle malghe del versante trevigiano, garantito. Proprio oggi, infatti, la provincia assicura che la strada dovrebbe riaprire e promette l'inizio delle asfaltature entro fine settimana: questo consentirà di garantire almeno un accesso alle malghe del versante trevigiano, ad oggi, completamente isolate. Di fatto, però, il problema di fondo del massiccio, le gallerie, rimane, per ora irrisolto e non si vedono soluzioni all'orizzonte.



Non nell''immediato almeno. Provincia e Comune di Pieve del Grappa, non nascondono una situazione particolarmente pesante: "Bisognava esserci, per capire com'era la situazione" spiega il presidente della Provincia Stefano Marcon, interpellato ieri "L'intervento che andiamo a fare è parziale: a breve faremo una valutazione per capire cosa effettivamente poter fare per la zona delle gallerie. Purtroppo la situazione si è rivelata più pesante del previsto e non possiamo promettere di piu"



Analogo il commento di Annalisa Rampin sindaco di Pieve del Grappa: "Quest'anno abbiamo avuto frane in ogni zona: la montagna si sta sbriciolando. Noi abbiamo sistemato la nostra parte di strade, aperto il sentiero delle Meatte e ora aspettiamo la Provincia che è l'ente competente, ma vorrei ricordare che gli interventi in Grappa si possono fare solo da aprile: non siamo in ritardo e non potevamo fare più di questo, rispetto alla situazione che ci siamo trovati di fronte."





Una risposta ai tanti operatori economici del Grappa e a quanti chiedono a gran voce che il Massiccio non sia ricordato solo nella cerimonia del primo agosto, in particolare alle malghe del versante trevigiano che quest'anno hanno provato ad iniziare le loro arrività prima del solito, per far fronte alla crisi economica e agli annosi problemi del settore. Alpeggio, dunque, già da fine maggio, appena la stagione lo ha consentito, per cercare di recuperare sul prezzo del latte estremamente basso e, nella migliore delle ipotesi, intercettare anche i primi turisti. Ma si sono trovati di fronte a strade desolatamente chiuse: Malga Mure, Cason del Sol, Malga Piz, Malga Archeson, Malga Archeset, Malga Paradiso, solo per fare qualche nome, sono attualmente completamente isolate. Impossibili i rifornimenti, impossibile portare il latte a valle: i cartelli di divieto di accesso scoraggiano qualsiasi mezzo di trasporto e le malghe rimangono isolate. Si arriva solo in Cima rappa e dalla strada Cadorna.



Barriere al Pian della Bala



Claudia, lavoratrice di Malga Mure, racconta di aver trovato le transenne fissate con il fil di ferro e di aver dovuto per due volte lasciare l'auto all'Ardosetta, per proseguire a piedi e recuperare il mezzo a notte fonda, sempre ritornando a piedi. "Si arriva fino al bivio con la 141, ma poi si torna indietro: portiamo con lo zaino ma le  malghe senza acqua e il latte non può essere portato a valle. Qualcuno, esasperato dalla situazione ha forzato le barriere, con tutte le conseguenze. La gente accede lo stesso alla zona, ma se succede qualcosa? La situazione è al limite della sommossa: ci sono persone che, come me, amano la montagna, ma altre che vivono di montagna e le malghe consentono di supportare l'allevamento anche nei mesi invernali e in montagna.."





"Per ora, i malghesi hanno deciso di produrre più Bastardo, per non buttare il latte" spiega Bruno Bernardi storico ex presidente di A.Pro.Lat  e profondo conoscitore delmondo delle malghe "il prezzo del latte è molto basso: la battaglia si fa sul centesimo. Il lavoro delle malghe è un lavoro stagionale: I malghesi devono fare "scorta" per l'nverno con quie pochi centesimi in più che viene pagato il latte di montagna. Già lo scorso anno, avevamo dato il via al conferimento in pianura del latte delle malghe, per aggirare la crisi: se le strade non aprono entro questa settimana, sarà un disastro."



"Capisco quanti lavorano in montagna: il momento è delicato. E comprendo la loro rabbia: sono davvero vicina, senza retorica: posso dire che abbiamo fatto quello che potevamo, dato il contesto. Con questa prima apertura la situazione migliorerà: chiediamo ancora un pò di pazienza." conclude Annalisa Rampin.


 


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Maria Elena Tonin

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