30 ottobre 2020

Vittorio Veneto

Malessere Psicologico, a Cappella Maggiore un servizio unico e innovativo

Serve un bacino di 18 mila utenti di cinque Comuni della Pedemontana vittoriese

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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Malessere Psicologico, a Cappella Maggiore un servizio unico e innovativo

CAPPELLA MAGGIORE – Questa mattina nella sala consiliare è stato fatto il punto sulla esperienza originale, unica in provincia di Treviso, all'interno dell'ULSS7 riguardante l’attivazione del servizio di psicologia di base, che integra i servizi e l’assistenza della medicina di base, effettuati alla cittadinanza di cinque Comuni della Pedemontana vittoriese, attraverso l’Utap MED 10 di Cappella Maggiore.

 

Ne ha parlato in prima battuta il sindaco di Cappella Maggiore, Maria Rosa Barazza, introducendo il progetto “Psicologo di Base”, che a partire da ottobre e per un anno garantisce la compresenza dello psicologo a supporto dei medici di base, nell'ambito della medicina di gruppo, un’esperienza consolidata in molti Paesi Europei.

In Italia la Regione Veneto è la prima ad aver avviato una sperimentazione ufficiale presso l’Ulss 7 e presso l'Ulss 4 Alto Vicentino.

 

"Si tratta di un progetto innovativo di valenza sanitaria e sociale - ha sottolineato Barazza - che tiene conto dell'aggravarsi delle condizioni psicofisiche, relazionali ed economiche e aiuta a prevenire malattie più gravi e a favorire il contenimento della spesa sanitaria".

 

Il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, nella veste di Presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ULSS7, ha evidenziato che "si tratta di servizi nuovi rispetto a quelli tradizionali, in grado di ridurre la patologia della salute mentale, che oggi più di ieri angustia il nostro territorio".

La dr. Paola Paludetti ha messo in luce che l'allungamento della vita comporta un notevole aumento delle patologie croniche-degenetave.

 

La medicina di gruppo di Cappella Maggiore, con 13 medici, serve un bacino di utenti di circa 18 mila pazienti e un bacino territoriale di 5 Comuni (Cappella Maggiore, Colle Umberto, Cordignano, Fregona e Sarmede), rappresentati all'incontro dai rispettivi sindaci, Barazza, Edoardo Scarpis, Roberto Campagna, Laura Buso e Larry Pizzol.

 

Gli psicologi che svolgono il servizio per 12 ore la settimana sono due: il dott. Nicola Michieletto, coordinatore del progetto, e la dott.ssa Danila Viel, entrambi dipendenti Ulss.

A loro si accede al servizio direttamente e gratuitamente senza impegnativa rossa sulla base della semplice segnalazione del medico di base.

Il primo e fondamentale obiettivo riguarda "la promozione della salute e del benessere della persona e della collettività attraverso l'ascolto che prende in esame non solo i sintomi fisici ma tutta la situazione relazionale e psichica del paziente", come ha detto il dr. Michieletto.

 

In questi mesi (da ottobre al 30 aprile) sono state segnalate agli psicologi dai medici di base 102 persone, 64 donne e 38 uomini, di età prevalente tra i 31 e i 50 anni, il 39% lavoratori dipendenti, l’11% lavoratori autonomi, il 20% pensionati, il restante studenti, disoccupati e casalinghe.

In 50 casi il percorso è stato concluso positivamente con 3 o 4 colloqui. In 25 casi è ancora in attuazione. Quattro casi sono stati inviati ai servizi specialistici. Tre casi hanno interrotto la consultazione prima della fine dei colloqui previsti. Gli altri casi sono in corso di trattamento.

 

La dr. Maria Grazia Bianchini, referente per i 13 medici di base, ha ricordato che la prima esperienza di medicina di gruppo, avviata da 10 anni, nasceva sulla base delle richieste dal basso.

Ha ringraziato "l'Amministrazione Comunale di Cappella che sin da allora mise a disposizione i locali. Comunque si è rivelato vincente il mantenimento degli ambulatori periferici, dove si reca la maggior parte dei pazienti ( circa il 75%)".

L'esperienza fino a questo momento ha ottenuto un'accettazione unanime, favorita sicuramente dall'assenza di burocrazia, di ticket e dalla certezza che il medico di famiglia è considerato a tutti gli effetti il tutore della situazione.

"Gli incontri mensili tra gli operatori favorisce un grande supporto con scambio di opinioni anche sulle diagnosi. E' opportuno, anzi necessario proporre e rinforzare tali esperienze, garantendo tempi più lunghi" ha concluso Bianchini.

Tutti i sindaci hanno convenuto sulla opportunità di mantenere e potenziare il servizio.

 

Durante il dibattito è emersa la preoccupazione e il timore che possa concludersi quest'ottima sperimentazione.

Sarebbe un controsenso, tenuto conto che, in base alla richiesta sui costi di tutta l'operazione, lo psicologo ha dato dei parametri, che, calcolatrice alla mano, sembrano irrisori.

Si tratterebbe di circa 2000 euri per una ventina di ore mensili.

Insomma un cifra esigua in quell'ambito del sociale, in cui, secondo le cronache degli ultimi giorni, la Regione Veneto ha erogato milioni di euro per progetti ormai sotto gli occhi della Magistratura.

( in foto da sinistra Nicola Michieletto, Maria Rosa Barazza, Floriano Zambon e Paola Paludetti).

 

 


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