27 novembre 2020

Vittorio Veneto

Malato di cancro: «Da un anno e mezzo mi hanno tolto la pensione senza motivo»

La denuncia del revinese De Bortoli che ha scritto anche al governatore Zaia

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Malati di cancro

REVINE LAGO - «Mi sento preso in giro. Dopo essermi ammalato di cancro nel 2016, mi era stata riconosciuta una pensione di invalidità, quindi quella lavorativa dopo 30 anni di contributi versati. Poi, all’improvviso, mi sono state tolte entrambe le pensioni e pochi giorni fa, il 26 ottobre, ho ricevuto una comunicazione dell’Inps datata 2019 in cui mi si dice, senza però fornirmi i motivi, che non ho diritto alla pensione di invalidità».

 

Paolo De Bortoli, 55 anni di Revine Lago, denuncia pubblicamente ciò che sta vivendo da diversi mesi. Una battaglia, affiancato dalla moglie Elia e dai legali, oltre che dai patronati sindacali, che gli sta togliendo le poche forze che gli rimangono. Il suo corpo e la sua mente sono messi a dura prova dal cancro con cui convive da quattro anni. E ora anche da questa odissea per la pensione. Le cure lo hanno debilitato e per lui, dopo 30 anni di lavoro come operaio, tornare in fabbrica è impensabile. Chiede, vista la situazione che sta vivendo, un minimo di dignità. La voglia di tornare al lavoro non gli manca, a mancargli sono le forze.

 

Dopo la diagnosi e le prime cure, De Bortoli aveva fatto domanda per la pensione di invalidità. Inizialmente gli era stata data un’invalidità al 100%, scesa, dopo successive visite mediche, all’80%. «A gennaio 2019 la pensione di invalidità mi è stata tolta, insieme a quella lavorativa – ripercorre -. Ho chiesto spiegazioni e non mi sono arrivate. Mi sono quindi affidato ad un legale e al patronato. E sono arrivate le prime risposte: hanno detto che mancavano delle visite. Ho fatto quindi le visite mediche, l’ultima, la quinta, il 3 settembre. E il 26 ottobre la comunicazione di diniego della pensione. Ieri mattina mi sono recato all’Inps di Conegliano per apprendere di una lettera del luglio 2019, a me mai arrivata, in cui mi viene negata la pensione. Mi sento preso in giro. La scorsa settimana ho scritto un’email anche al governatore Zaia per raccontare la vicenda».

 

«Questo – afferma la moglie – non è rispetto: mio marito è distrutto fisicamente e psicologicamente. Al momento viviamo con il mio stipendio che è minimo, paghiamo un affitto, abbiamo spese per gli integratori per 150 euro al mese. Da oltre un anno e mezzo questa vicenda ci sta mettendo a dura prova: ci sentiamo presi in giro».

 


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Claudia Borsoi

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