22 giugno 2021

Treviso

Lunghe code e disagi ai Vax Point, Benazzi: "Meglio un'ora in coda in più che un vaccino in meno"

L'Ulss2 spiega i motivi dei disagi: "Avevamo troppe dosi di vaccino Pfizer avanzate a causa delle defezioni, i riservisti hanno risposto in massa"

| Isabella Loschi |

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Vax point Casale

TREVISO - Lunghe code, disagi e attese di oltre due ore dalla convocazione. E’ questo quello che è successo all’estero dei Vax Point di Villorba, Lughignano di Casale sul Sile, Vidor e Riese Pio X. E molto probabilmente la cosa ripeterà anche oggi, come ha spiegato il direttore generale dell’Ulss2 Francesco Benazzi.

“Martedì mattina, a causa delle diverse defezioni, ci siamo ritrovati con poco più di mille persone che avevano confermato la vaccinazione rispetto alle circa seimila che noi avevamo stimato arrivassero. Quindi avevamo pronte molte dosi di vaccino Pfizer che ricordo - sottolinea - una volta aperto deve essere somministrato entro le sei ore. Quindi, per coprire le defezioni e non sprecare dosi di Pfizer, ho dato ordine ai miei collaboratori di chiamare più persone, i cosiddetti “riservisti”. Generalmente essendo chiamate all’ultimo minuto di queste persone ne arrivano circa la metà. Ma ieri hanno risposto presente tutte le 7mila che abbiamo chiamato rendendo complicate le operazioni di vaccinazione. Oggi la situazione è la medesima perché siamo andati in overbooking per non disperdere nemmeno una dose”.

“Mi scuso ancora a nome dell’Ulss2 per questi disagi agli anziani - ha aggiunto Benazzi - ma sono convito che sia meglio attendere un’ora in più in coda piuttosto che avere un altro anziano over 80 deceduto. Il nostro compito è mettere in sicurezza gli anziani. Meglio la coda e un vaccino in più che avere ancora le Terapie Intensive piene. In ogni caso da domani con l’avvio della piattaforma regionale per le prenotazioni questi disagi non accadranno più”.

Sulle code di ieri però continuano le polemiche. “È paradossale che gli anziani, i soggetti più a rischio, rinchiusi in casa da oltre un anno, così come i pazienti oncologici, si trovino in situazioni potenzialmente pericolose per la propria salute. Quanto accaduto nella Marca è purtroppo la replica di un film già visto in altre province: per evitare o ridurre affollamenti del genere occorre incrementare i punti vaccinali e il numero di operatori, servono più tavoli di lavoro per l’organizzazione e meno proclami in televisione”, hanno detto la vicepresidente della commissione Sanità Anna Maria Bigon e il collega del Pd Andrea Zanoni. “La corsa per raggiungere la vetta della classifica delle Regioni che vaccinano di più non deve gravare sulle povere spalle dei nostri anziani e loro familiari”.  

 


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