25 settembre 2020

Vittorio Veneto

Lui lo sa, chi era il primo veneto della storia

Aldo Toffoli scrive, e torna al Flaminio. Per raccontare

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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VITTORIO VENETO -  Aldo Toffoli (in foto), una vita al Liceo Flaminio, dapprima studente fino al 1949, poi docente di italiano e latino dal 1962 al 1996. Uomo pubblico, consigliere comunale di Vittorio Veneto dal 1961 al 1965. Sindaco dal 1965 al 1975, consigliere e assessore provinciale dal 1975 al 1980, consigliere regionale dal 1980 al 1985. Da uomo di cultura ha sempre coltivato il piacere di scrivere ad ampio spettro, anche se la gran parte dei suoi lavori - di storia, letteratura, narrativa, versi dialettali - ha avuto per area di riferimento il Veneto e, in particolare, il vittoriese.

 

L'occasione per una conversazione con lui è dovuta, al riguardo, ad una novità. L'Associazione degli ex allievi del liceo "Flaminio" di Vittorio Veneto in collaborazione con il Liceo "Flaminio" organizza la presentazione dell'ultima opera di Aldo Toffoli, che si terrà giovedì 28 novembre alle 20.30 presso l'aula magna del Liceo Scientifico in via Talin.

 

L'ultima fatica, fresco di stampa, è "Vulteio opitergino": come e da dove nasce questo saggio?

Lo spunto mi è nato dalla rilettura - fatta a decenni di distanza dalla prima - dell'opuscolo di Nazzareno Meneghetti "Marco Anneo Lucano: Volteio Capitone da Oderzo", 1930. Il professor Meneghetti fu mio insegnante di lettere in terza media (che allora era situata nell'edificio del Liceo Flaminio) e, alla fine dell'anno scolastico (1943.44), per premio dei miei eccellenti risultati, mi fece dono di due suoi lavori: "Montepiana" e quello su Volteio. Rileggendolo, una ventina d'anni or sono, mi è rinato l'interesse per la vicenda di cui Vulteio fu protagonista e, cogliendo qua e là nel lavoro del professor Meneghetti qualche inesattezza, l'ho ripreso integralmente per mano. Ne ho fatto oggetto di una relazione all'Ateneo di Treviso nel 1997. Poi, per varie ragioni, mi sono fermato. L'anno scorso ho ritrovato, quasi per caso, la grossa cartella con tutti gli appunti sul tema. E ho deciso di portare a termine il lavoro.

 

La dedica a Stefania.

Stefania mi ha aiutato e consigliato. I miei appunti su Vulteio sono segnati in più luoghi dai suoi interventi. Pubblicare il lavoro è stato per me, in qualche modo, onorare anche questo debito che ho con Lei.

 

Chi è questo Vulteio?

Basti dire che è il primo nome di un Veneto emergente dalla storia antica. Un nome legato a quello della sua terra, Opitergium. Alla quale ha reso, con la sua gesta finale, un tributo di onore all'epoca universalmente riconosciuto.

 

E' stato adeguatamente studiato nel nostro territorio?

Purtroppo no. L'unico studio fin qui è rimasto quello del Meneghetti. Anch'esso dimenticato. E su Vulteio, purtroppo, si continuano a raccontare fiabe.

 

Da scrittore a tempo pienissimo, se è lecito, cosa ci possiamo attendere? A che punto è la gestazione del prossimo?

Ora sto lavorando, insieme con altri studiosi, ad alcuni testi che hanno per soggetto la vita e le opere di importanti personaggi della nostra terra, dei quali è nostro dovere fare memoria. Poi avrei in mente una bella serie di altri lavori ma, facendo un po' di conti, per portarli tutti a termine dovrei arrivare fino a circa centotrent'anni. Al riguardo, credo di avere qualche difficoltà.

 


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