22 giugno 2021

Castelfranco

L'Ubik si veste dei colori dell'arcobaleno contro le discriminazioni

Nell'ambito del dibattito attorno al DDL Zan, la libreria vuole lanciare il suo messaggio contro l'omofobia: «I libri amano tutti, anche gli omofobi che non capiamo».

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Libreria Ubik a Castelfranco

CASTELFRANCO - Oggi è la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia, celebrata in Italia in un clima acceso dalle discussioni riguardante il cosiddetto DDL Zan, che prevede aggravanti specifiche per i crimini d'odio e discriminazioni contro omosessuali, transessuali e disabili. Con il suo consueto stile, anche la Libreria Ubik di Castelfranco, in passato già impegnata in battaglie contro il razzismo e la discriminazione, ha voluto lanciare il suo messaggio.

L’ha fatto usando i libri, che, come ricordato dalla titolare Clara Abatangelo, «non discriminano nessuno, dato che possono essere letti da tutti». Ecco dunque la vetrina della libreria diventare un enorme bandiera arcobaleno, simbolo della comunità LGBT+, grazie alle copertine dei diversi volumi. Appeso al vetro, un messaggio rivolto a coloro che si oppongono al riconoscimento del diritto delle persone omosessuali di amarsi liberamente: «Amiamo i libri perché amano tutti. Compresi gli omofobi che noi non comprendiamo».

«L’idea della vetrina arcobaleno è nata proprio dalla discussione che verte attorno al DDL Zan – dichiara Clara Abatangelo – Volevamo dare un messaggio in un momento in cui ci sono persone che scendono in piazza per negare diritti ad altre persone. È una cosa che mi fa impazzire».

Clara racconta un episodio che l’ha fatta riflettere: «Una volta una giovane ragazza, avrà avuto poco più di 18 anni, mi ha confidato che la prima volta che ha preso per mano la sua fidanzata in pubblico è stato all’interno della nostra libreria, perché si sentiva al sicuro. Non è tollerabile questo clima di paura nel 2021».

Nonostante qualche episodio spiacevole all’interno dell’Ubik (come il rifiuto di alcuni clienti di rapportarsi con la commessa di colore oppure la vandalizzazione dei biglietti d’amore LGBT), Clara Abatangelo si dimostra comunque ottimista per il futuro, confidando in un’Italia più aperta e tollerante, rispetto ai proclami d’odio di tante persone.

 


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Leonardo Sernagiotto

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