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29 gennaio 2022

Cronaca

"Lotta al Covid inefficace in Veneto: aumentano ricoverati e decessi"

Venerdì 4 dicembre i Comitati a difesa della sanità convocano partiti sindacati e amministratori locali per chiedere tutti insieme alla Regione di fare di più e meglio

| Tommaso Colla |

| Tommaso Colla |

Covid in Veneto

NORDEST - Una situazione allarmante quella dei contagi Covid nel Veneto: aumento del numero dei positivi e dei ricoverati nelle terapie intensive e subintensive; aumento dei decessi. Si aggiunge il blocco della normale attività ospedaliera (ricoveri, interventi chirurgici, visite specialistiche). La confusione e disorientamento regnano sulla gestione degli operatori socio-sanitari: alla carenza cronica di organico, e nonostante le promesse di assunzioni (Dgr 782/2020) si adottano modalità alquanto penalizzanti e per il personale dipendente (pubblico e privato) e per la qualità dell'assistenza. Un esempio è l’impiego di dipendenti in quarantena (vedi ospedale di Mirano), oppure infermieri per assistenza agli ospiti delle case di riposo al di fuori del normale orario di lavoro.

Il CoVeSaP (comitati e associazione a difesa della sanità pubblica veneta), preoccupato per l’andamento della pandemia, non si rassegna ad assistere alle conseguenze socio-sanitarie negative che derivano della gestione della lotta al contagio, malgrado le ordinanze della Regione. Per questo ha convocato per venerdì prossimo, 4 dicembre alle 18.00 sulla piattaforma Zoom (ID: 2721514575 PW: salute), forze politiche e sociali, sindacati, operatori sanitari e media per sollecitare Comuni e Regione Veneto ad adottare misure di contenimento e di gestione della pandemia più efficaci di quelle praticate sinora. “Poco o nulla è stato fatto per il potenziamento della medicina territoriale e l'assistenza domiciliare.

Non uno dei 441 Infermieri di Famiglia promessi è stato assunto, né completata l'attivazione delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA)” – denuncia il CoVeSaP. “Quasi nulle le attivazioni di convenzioni per gli alberghi Covid, nonostante l'assenza di turismo. Le persone positive asintomatiche sono costrette a convivere con i familiari nel periodo di quarantena a dispetto della lotta ai contagi e focolai”. Il Coronavirus lo si combatte soprattutto sul territorio, non solo negli ospedali, assicura il Coordinamento veneto.

Se in questi giorni sono iniziate le riunioni per il Piano di Zona straordinario (servizi sociali e socio-sanitari) per quasi tutte le AULSS, lunghissimo è l’elenco dei problemi e delle criticità: prevenzione, depotenziamento dei servizi, riduzione delle attività sociali, concentrazione delle attività assistenziali sulle spalle dei familiari, aumento delle tossicodipendenze e delle violenze sulle donne. Emergenze che non si stanno affrontando con il necessario aumento del personale (mancano 1500 infermieri) e del finanziamento alle attività sociali.

“Preoccupa il silenzio assordante dei Sindaci e delle conferenze dei Sindaci. Il primo cittadino, nella sua veste di autorità sanitaria locale, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”. E dal “question time” organizzato per venerdì prossimo ci si attendono risposte da consiglieri regionali e comunali sindacati, partiti e associazioni, invitati a unirsi per chiedere alla Regione di fare di più. E meglio.

 



Tommaso Colla

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