04 giugno 2020

Esteri

L'italiana a Wuhan: "Di nuovo libera, a mezzanotte ho pianto"

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L'italiana a Wuhan:

di Maria Grazia Napolitano

 

"Il mio giro della casa in 80 giorni". Sara Platto, una dei pochissimi italiani che a gennaio decise di restare a Wuhan riassume così con l'Adnkronos, con un pizzico di ironia, i due mesi e mezzo di quarantena ed il suo primo giorno di ritrovata libertà qualche ora dopo che la città focolaio della pandemia di coronavirus ha riaperto i battenti dopo 76 giorni di lockdown. Ammette di aver pianto quando la Torre dell'Orologio ha battuto la mezzanotte e fa appello ai suoi concittadini bresciani e a tutti gli italiani "a non avere fretta, continuate a restare a casa".

 

"Stamattina, mio figlio di 12 anni e io, siamo andati a prenderci un frappuccino ed un cappuccino e poi siamo andati dal fruttivendolo. Ma ancora c'era poca gente in giro, abbiamo visto qualche bambino in bicicletta e poche auto, anche perché non tutti ancora possono uscire - dice la professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University di Wuhan, dove vive da otto anni - Lui e io abbiamo ricevuto il certificato di buona salute dal management del compound di edifici nel quale viviamo, gli abitanti di Wuhan devono ottenere il bollino verde dopo essersi registrati su un'apposita app nella quale devono fornire tutte le informazioni relative al loro stato di salute".

 

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