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21 febbraio 2024

Esteri

L'ira di Zelensky: "Nessuno crede nella nostra vittoria"

Il presidente ucraino: "La cosa più paurosa è che una parte del mondo si è abituata alla guerra"

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Volodymyr Zelensky

"Nessuno crede nella nostra vittoria come ci credo io, nessuno". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non nasconde, parlando con il settimanale americano Time, di essere stanco di continuare a convincere gli alleati che, con il loro aiuto, l'Ucraina potrà sconfiggere la Russia. Uno sforzo che "toglie tutta l'energia, la forza, toglie così tant di tutto", dice ancora il presidente ucraino che, a 20 mesi dall'inizio dell'invasione russa, deve fare i conti con un quinto del territorio ucraino occupato, decine di migliaia di civili e militari uccisi.

Ma Zelensky teme soprattutto il fatto che la mobilitazione internazionale a sostegno di Kiev di sta facendo più debole: "La cosa più paurosa è che una parte del mondo si è abituata alla guerra in Ucraina - afferma- la stanchezza per la guerra di diffonde come un'onda, lo vediamo negli Stati Uniti, in Europa". Una percezione ovviamente aumentata nettamente da quando è esploso il nuovo drammatico conflitto in Medio Oriente.

Time ha realizzato l'intervista dopo la visita di Zelensky a Washington, durante la quale il presidente ucraino ha ricevuto una tiepida accoglienza dalla maggioranza repubblicana alla Camera che gli ha negato la possibilità di parlare al Congresso. E fonti della presidenza ucraina non hanno nascosto "la rabbia" di Zelensky, noto per il suo ottimismo, la sua capacità di alleggerire con una battuta anche le riunioni del gabinetto di guerra.

"Ora entra, ascolta gli aggiornamenti, dà ordini e se ne va", rivelano suoi collaboratori, spiegando che il presidente ucraino si sente tradito dai suoi alleati, lasciato senza i mezzi per vincere la guerra.

Questo non significa che abbia cambiato idea riguardo alla sua ferma convinzione nella vittoria finale, una convinzione quasi messianica: "illude se stesso, stiamo esaurendo le opzioni, non stiamo vincendo, ma provate da dirglielo", confessa a Time uno degli stretti collaboratori spiegando che la possibilità di negoziati di pace rimane un tabù per Zelensky e anche per la popolazione ucraina.

Zelensky si dice contrario anche ad una tregua temporanea: "Per noi questo significherebbe lasciare questa ferita aperta per le generazioni future - ha dichiarato a Time - rinvierebbe solo l'esplosione". E ribadisce il pericolo che una vittoria della Russia non si fermerebbe in Ucraina: "da tempo vivo con questa paura - afferma - una terza guerra mondiale potrebbe iniziare in Ucraina, continuare in Israele, e muoversi in Asia e poi esplodere da qualche altra parte".


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