25 luglio 2021

Treviso

L'importanza di prendersi cura di sé quando ci si dedica all'altro

Al via da domani al Centro della famiglia di Treviso una serie di consulenze gratuite ai "caregiver". Bordignon: "Meritano gratitudine e supporto per il prezioso contributo che offrono ai più fragili"

| Roberto Grigoletto |

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L'importanza di prendersi cura di sé quando ci si dedica all'altro

TREVISO - Caregiver vuol dire prendersi cura dell’altro. Per farlo occorre anche avere cura di se stessi. Perché lo stress, più noto come bournout, è diffuso e frequente . Lo sanno bene al Centro della famiglia di Treviso che in questo mese dedicato ai caregiver di adulti e bambini, promuove delle consulenze gratuite a favore di chi si occupa degli altri: da domani 7 al 30 giugno i colloqui in presenza e a distanza con i professionisti del Consultorio familiare per uscire dallo spazio del dolore. Un’opportunità che si aggiunge all’iniziativa “Avere cura di sé per prendersi cura dell’altro”, attivata per la prima volta un anno e mezzo fa, all’inizio della pandemia, nel febbraio 2020 in collaborazione con la direzione provinciale INPS, il Comune di Treviso e l’ULSS 2.

Nei casi più gravi si può verificare il “burden del caregiver” ossia una forma di stress, tendente a cronicizzarsi col prolungarsi del periodo di accudimento. Fenomeni in crescita nell’ambito di un quadro pandemico che ha amplificato per molti il sentimento di incomprensione e solitudine.

Secondo un’indagine dell’ISTAT del 2018, che ha approfondito il tema della conciliazione tra lavoro e famiglia, erano complessivamente 12.746.000 le persone tra i 18 e i 64 anni (pari al 34,6% della popolazione italiana) a prendersi cura dei figli minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani. Tra gli occupati, nel 2018 quasi il 40% dei 18-64enni svolgeva attività di cura.

Le consulenze gratuite offerte al Consultorio di via San Nicolò da parte di esperti psicologi e psicoterapeuti sono state pensate come supporto a figli, coniugi, genitori, che dedicano gran parte del loro tempo alla cura della persona cara non autosufficiente sia adulta sia minore. Spesso chi assolve il compito di assistenza lamenta una sensazione di solitudine, difficoltà nel gestire le proprie emozioni e un senso di impotenza nel vedere il proprio caro sofferente nonostante le attenzioni e le cure fornite. Il lavoro di assistenza può impegnare i caregiver per circa 7 ore ogni giorno e la fatica data dall’esperienza di cura, unita al sentimento di incapacità della gestione del dolore e della frustrazione, può portare allo sviluppo di sintomatologia ansiosa-depressiva.

Un’attività di difficile gestione, vissuta in molti casi con un forte senso di disagio e emotivo, incrementato da una pandemia che ha amplificato il sentimento di incomprensione e solitudine. Proprio per rispondere a queste situazioni, il servizio Ce.Ne.Psi – Centro di Neuropsicopatologia del Ciclo di Vita - mette a disposizione la propria équipe di professionisti, psicologhe e psicoterapeute, per un colloquio conoscitivo e di confronto sulle proprie sofferenze emotive.

Per il Centro della famiglia occuparsi di chi si prende cura degli altri è un investimento strategico per il benessere di tutti: «I caregiver sono un patrimonio delle nostre famiglie e della nostra comunità – afferma Adriano Bordignon, direttore del Consultorio –, una presenza nascosta ma potente, che supporta e accompagna chi vive gravi complessità di vita. Meritano tutta la nostra stima, gratitudine e supporto per il loro prezioso contributo nella cura dei più fragili».

In occasione di “Avere cura di sé per prendersi cura dell’altro” e a seguito dei colloqui sarà somministrato un questionario per sondare i bisogni e le esigenze dei caregiver allo scopo di progettare azioni e interventi mirati ai bisogni emergenti.

 



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