26 settembre 2021

Treviso

Via libera dell’Ue al “Prosek”, il prosecco croato. L'ira dei produttori trevigiani: "Decisione folle"

Zaia: "Vergognoso, così non si difende l’agricoltura", Da Re:"Inaccettabile, il prosecco è Veneto"

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Prosek

TREVISO - “Non ho parole per commentare quanto accaduto. Di questa Europa non sappiamo cosa farcene. Un’Europa che non difende l’identità dei suoi territori, un’Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco. Dovrebbe capire che, non solo si tratta di un prodotto che ha avuto tutti i riconoscimenti formali, dalle stesse strutture amministrative della Commissione Europea, ma il prosecco ha, addirittura ottenuto il massimo riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco. Tanto è vero che il territorio in cui si produce è definito ‘le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene’. E, quindi, adesso saremmo costretti a discutere anche sul nome di un sito già proclamato ufficialmente Patrimonio dell’Umanità”.

Così Luca Zaia commenta la notizia dell’avvio al riconoscimento da parte dell’Ue del “Prosek”, richiesto della Croazia e fatta dal Commissario Europeo all’Agricoltura Wojciechowski, dando così risposta alle interrogazioni parlamentari presentate da alcuni eurodeputati. 

“Si tratta – sottolinea Zaia– di una decisione che si pone, per altro, in aperta contraddizione con la sentenza diffusa il 9 settembre scorso, dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che vieta l’uso di nomi o grafiche che evocano in modo strumentale ed ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dalle norme Ue”. “Così non si difende l’agricoltura e così non difendono investimenti”, conclude Zaia.

A stretto giro anche la Coldiretti Treviso ha espresso duramente la sua contrarietà al via libera dell’Ue al “Prosek” croato. “Sembra proprio un attacco ad uno dei prodotti che stanno crescendo maggiormente nei mercati internazionale. Qui non si tratta di giudicare il vino croato in questione perché è un prodotto totalmente differente. Anzi, il rischio è proprio quello di ingannare i consumatori”, tuona Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso.  

“E’ necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo - sostiene in coro Coldiretti Treviso - si tratta di un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione prosecco dai falsi come in Argentina e Australia”.

Sulla vicenda si è espresso anche l’eurodeputato trevigiano della Lega Gianantonio Da Re: “Il Prosecco è Veneto. L'Ue non ci prenda in giro: inaccettabile che un vino prodotto in Croazia si possa chiamare “Prosek” senza ammettere che si tratta di contraffazione bella e buona che andrà a penalizzare duramente uno dei prodotti di eccellenza del Made in Italy".
"Se la Commissione europea intende davvero prendersi gioco dei nostri produttori riconoscendo l’indicazione geografica protetta del vino croato Prosek, si sbaglia di grosso ma per impedire questa follia e bloccare un disastro economico è assolutamente necessario che si attivino immediatamente il Commissario europeo Paolo Gentiloni, il premier Mario Draghi e il presidente della Regione Luca Zaia. Se non ci si opporrà, il rischio sarà irreparabile non solo per il Veneto ma per tutto il Paese perché inizieranno a svalutare la tipicità di moltissimi altri prodotti italiani a livello mondiale”.  OT

 


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