24 luglio 2021

Treviso

L'esodo degli infermieri verso gli ospedali mette in crisi le case di riposo

"Ora gli infermieri delle Rsa dovranno essere assunti dal sistema sanitario regionale"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

L'esodo degli infermieri verso gli ospedali mette in crisi le case di riposo

TREVISO - Nella fase acuta della pandemia, a inizio anno, il problema già si preannunciava: la riduzione, fino a diventare vera e propria carenza, di personale infermieristico nelle case di riposo. Con le terapie intensive prese d’assalto era partita la caccia agli infermieri da assumere. Con la stabilizzazione della maggior parte di loro negli ospedali, si sono sguarnite di personale infermieristico le Rsa. Un esodo che ha assunto dimensioni preoccupanti ad oggi, come denuncia il comparto funzione pubblica della Cisl di Treviso e Belluno, che chiede l’inquadramento dei dipendenti delle Rsa nel contratto della Sanità pubblica, per evitare la fuga verso le strutture pubbliche.

“Da tempo - spiega Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso - segnaliamo che, una volta passata la criticità Covid, l’emergenza più grave sarebbe stata la carenza degli infermieri, in primis a causa di una sbagliata programmazione universitaria riguardo al fabbisogno di questo tipo di professionalità. La pandemia ha poi peggiorato la situazione, perché gli ospedali pubblici, con la campagna di assunzioni straordinarie, hanno assunto decine di infermieri delle Rsa, determinando un ulteriore impoverimento delle strutture del territorio, arrivando al punto che ad oggi ci sono diverse case di riposo costrette a lasciare vuoti i letti nonostante le richieste, perché non soddisfano più i parametri relativi al rapporto fra numero di infermieri e di ospiti necessario per garantire adeguata assistenza, standard per altro già sottostimato rispetto alle attuali esigenze di assistenza degli anziani”.

Tutto questo compromette naturalmente qualità dell’assistenza e sostenibilità finanziaria delle strutture e della qualità del lavoro degli infermieri che operano nelle case di riposo, in fuga anche da carichi di lavoro sempre più pesanti, straordinari e doppi turni. Per Zuglian questa crisi dovrebbe essere una occasione per rivalutare l’assistenza infermieristica nelle case di riposo, che dovrebbe essere garantita dal sistema sanitario pubblico: “Siamo convinti che gli infermieri delle case di riposo debbano essere assunti dal sistema sanitario regionale, con conseguente applicazione del contratto di Sanità pubblica, che garantisce maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro: salario più alto, maggiori opportunità formative, migliore orario di lavoro”.

Una proposta sulla quale si dice d’accordo anche il segretario generale della Cisl Fnp Pensionati Belluno Treviso Franco Marcuzzo, che non scorda un altro grave disagio vissuto dagli anziani ospiti delle Rsa: “Non solo il dramma del Covid, dell’isolamento, della separazione dai familiari, ma anche continui addii al personale sanitario che per l’ospite della casa di riposo rappresenta una vera e propria famiglia”. Disagio che si aggiunge alla ancora persistente difficoltà ad accedere alle Rsa per le visite. “La situazione varia da struttura a struttura - sottolinea il segretario della Fnp - ma non siamo ancora soddisfatti e va detto che la carenza di personale pesa anche sull’applicazione dell’ordinanza del ministro Speranza”.

 


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