02 aprile 2020

L'Epifania tutte le feste si porta via. Ma non i chili...

- Tags: longevità, qualità della vita, dieta

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Eva Da Ros | commenti |

 

"...fino a quando mangiar sano sarà percepito come una condanna, il sovrappeso continuerà ad aumentare", la frase di un libro del dott. Ongaro che racchiude con semplicità il triste dato del fallimento delle diete.

Siamo nei giorni post-panettoni ed ecco riaffiorare gli scrupoli - messi al bando per le feste natalizie - per il proprio peso, per il proprio aspetto e in fondo, ma solo in fondo, per la propria salute: "ci penserò dopo", decide la maggior parte delle persone.

Ed ecco il fatidico 07 gennaio, è l'ora di mettersi a dieta: via i dolci, tagliamo pasta e pane, eliminiamo gli alcolici, riduciamo le porzioni, patiamo pure un po' di fame. Peccato che questi presupposti siano fondamenta fragili per un cambiamento duraturo.
Il nostro organismo, evolutosi in epoche di carestie, ha ben imparato ad adattarsi alle restrizioni alimentari e, fin dal primo giorno di allarme rosso per carenza di cibo, si adopera per ridurre il proprio consumo energetico.
I primi chili se ne vanno, ma poi inizia il bello. Il calcolo delle calorie, che ci dà un netto negativo, non trova conferma nel calo di peso: nella maggior parte dei casi il corpo disattende le aspettative di perdita di peso in quanto, essendo un organismo complesso e capace di adattamento, e ritenendo più vantaggioso prendere peso piuttosto che perderlo, tampona il momentaneo semi-digiuno con strategie di vecchia data.

Allora che fare?

La risposta è semplice e complessa al tempo stesso: dovremmo ritrovare un'alimentazione più adatta alla nostra storia evolutiva. Geneticamente siamo fermi a diverse migliaia di anni fa, ma viviamo in un mondo fatto di cibi surgelati, inscatolati, dopati di zucchero o, peggio, di dolcificanti artificiali.
Frutta e verdura sono una fatica per molti, l'integrale fa storcere il naso ai più, e ogni momento di ritrovo, ogni pausa, ogni gratificazione è accompagnata dal cibo.

In qualche adulto, ad un certo punto nella vita, si accende una lampadina: nasce la consapevolezza che quello che ingurgitiamo viaggia nel nostro corpo, si deposita, induce risposte ormonali, modifica il nostro assetto fisico, produce trasformazioni anatomiche talvolta irreversibili.
Ma per qualche adulto che raggiunge questa consapevolezza, e attua un cambiamento nella propria vita, ve ne sono migliaia che continuano a far finta di niente nascondendosi dietro il non voler "vivere da malati per morire sani".

La virtù sta nel mezzo: riuscire ad attuare piccoli e stabili cambiamenti e concedersi qualche strappo ogni tanto. La vita media è passata in brevissimo tempo dai 40 agli 80 anni, e credo sia il desiderio di tutti quello di poterli trascorrere con una buona qualità di vita.

Proprio oggi l'ennesimo caso di un uomo di 70 anni che negli anni ha visto crescere peso, giro vita, disturbi e malattie, e insieme a loro l'elenco dei farmaci da prendere ogni giorno.

Fortunatamente molte alterazioni sono reversibili già con un minimo impegno: 150 minuti settimanali di attività motoria per iniziare. Poi vien da sè che se l'impegno motorio aumenta, ci aggiungo un minimo di attenzione nell'acquisto dei cibi e imparo a godere della buona tavola senza esagerare il risultato può essere eclatante.

 



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