18 maggio 2021

Treviso

"Le vite degli altri hanno bisogno ora della nostra voce e del nostro tempo"

Nel messaggio pasquale del Vescovo Tomasi un invito alla autentica solidarietà, al sostegno ai più deboli e alla assunzione di responsabilità individuale e collettiva per il bene di tutti.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - Risuonano ancora forti gli accenti pandemici nel messaggio del Vescovo di Treviso per la Pasqua di domani, anno Domini 2021. Il pensiero di mons. Tomasi non può non rivolgersi ai molti, anzi ai troppi, che ancora lottano contro il Covid. Che le nostre esistenze ha prepotentemente messo in discussione, se non addirittura stravolto. “Il nostro sguardo rimane tuttora come ipnotizzato dal sortilegio del contagio, che tutto sembra ricomprendere in sé, ora come ora, come se null’altro esistesse sotto il sole. E per quanti lottano per la vita, e per i morti di questo contagio, davvero è là tutto il peso e il grido, dell’esistenza e della morte, la domanda sul senso delle cose e della vita”.

Niente - come dicono tutti – sarà più esattamente come prima. Forse neanche lontanamente come prima, da certi punti di vista almeno. Anche il Vescovo fa capire che lo pensa: “Troppo grande è il peso delle conseguenze della pandemia, sulle relazioni umane che sostanziano il vivere, sulle fonti di sostentamento, sulle normali forme del vivere che vengono rese più difficili, fragili e stentate ha bisogno di trovare una voce, un luogo e un tempo che possano almeno esprimere ciò che, muto, sta soffrendo in questo tempo”. Una nuova umanità potrebbe nascere, una rinnovata solidarietà capace di intercettare “ogni fatica della vita, ogni disuguaglianza che ferisce la dignità della persona, ogni discriminazione, ogni lacrima innocente, ogni violenza subita. Ogni situazione della vita di tanti, di troppi fratelli e sorelle che non si sentono riconosciuti come tali ed accolti, ed amati”.

Il significato della Resurrezione sta tutto qui e forse in questa seconda Pasqua vissuta in pandemia si riesce a coglierlo ancora meglio: “Non c’è abisso di amore e di umanità più profondo e inesauribile di quello che ci dischiude il Risorto che è vivo e presente fra noi. Il Signore è veramente Risorto, è presente e opera tra noi. Egli ci trasforma, rende capaci anche noi di agire nel suo amore e di essere segno e strumento di speranza gli uni per gli altri e per tutti. La presenza e la forza del Risorto rendono possibile in questo tempo difficile autentica solidarietà, sostegno ai più deboli, assunzione di responsabilità individuale e collettiva per il bene di tutti. La Chiesa del Risorto diventa una comunità accogliente. Il Viandante di luce sulle nostre strade illumina il cammino e Lui, vivente per amore, ci libera dalla paura e dalla solitudine e accende la speranza”.

 


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Roberto Grigoletto

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