23 giugno 2021

Cultura

Le vie del futuro: la parità di genere passa anche dalla toponomastica

Solo il 7% delle strade e vie d'Italia sarebbero infatti attribuite a personalità e protagoniste femminili.

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Strade dedicate alle donne

ITALIA - Ogni cento vie e piazze dedicate a uomini poco più di sette sono intitolate a protagoniste femminili, di cui il 50-60% è rappresentato da madonne, sante e martiri. È un gap di genere impietoso e impensabile da colmare quello che si gioca per le strade del nostro paese, una lotta per la parità che se non può aspirare a un riequilibrio sostanziale dei generi, può puntare però al raggiungimento della "consapevolezza del gap". Da queste considerazioni è partita l’associazione, da una quanto mai eloquente e pertinente denominazione, “Toponomastica Femminile”.

Nata su Facebook nel gennaio 2012 e diventata associazione nel 2014, con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società. Il gruppo di ricerca, formato da oltre trecento associate/i e diecimila simpatizzanti, pubblica articoli e dati su ogni singolo territorio e sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne.



Con la sua attività porta avanti numerose iniziative rivolte a scuole e a comuni per sensibilizzare sui temi della parità e ridurre il divario di genere che grava sulle targhe delle nostre città. Il potere più grande della toponomastica è creare modelli, rimandare a immaginari, oltre a rappresentare una volontà: attraverso le scelte fatte dalle amministrazioni si vede quale memoria si impegnano a conservare, a quale vogliono dare valore.

Ogni anno Toponomastica Femminile, per monitorare la situazione, chiede ai Comuni un aggiornamento dello stradario con una risposta sempre più bassa, perché le amministrazioni non sono in possesso di dati aggiornati o perché c’è una difficoltà di base a censire, spesso dovuta ai nomi puntati. Fatto sta che le vie dedicate a donne sono poche, le statue quasi nessuna. A Milano ce ne è una, Bologna e Torino sono ancora a quota zero e a Roma al Gianicolo c'è quella di Anita Garibaldi e una serie di donne del tempo della Repubblica Romana. In Italia monumenti femminili quasi non esistono.

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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