15 aprile 2021

Conegliano

Le vetrine dei negozi sfitti si animano grazie alla cultura

Nuova veste per lo Shopping Center

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

concorso pordenonelegge e vetrine biscione conegliano

CONEGLIANO - Nuova vita per alcune vetrine dei negozi sfitti nello shopping center, che diventa uno spazio espositivo a cielo aperto grazie alla collaborazione tra il Progetto giovani di Conegliano e Ricrearti con il progetto Ricreiamo Conegliano.

Parole e immagini di giovani studenti, rappresentanti il progetto lettura LibriLiberi nel concorso promosso da Pordenonelegge "Sposta la tua mente al dopo... e raccontalo", diventano emozionanti gigantografie.

Il tema è nato dall’improvvisa ed innaturale sospensione della vita, durante la quale i ragazzi si sono ritrovati soli, distanti e questa idea è stata un modo per aiutarli a proiettarsi nel post lockdown, dando voce alle loro emozioni, mettendo a fuoco i loro progetti ed i loro sogni.

293 i testi arrivati tra maggio e luglio scorso, per lo più provenienti dal Friuli Venezia Giulia, 54 dal Veneto ed i rimanenti da alcune zone particolarmente colpite dal Covid in Lombardia ed Emilia Romagna.

Testi emozionanti, di grande valore e per questo tutti visibili nel sito di Pordenonelegge, mentre solo 44 sono stati selezionati da una commissione tecnica per riempire le pagine di un libro immacolato. Di questi, ben sei provenienti da Istituti Superiori di Conegliano e Pieve di Soligo che oggi donano una nuova veste a negozi chiusi.

I “libri giganti” e le vetrine creano un percorso di parole e immagini che, partendo da una selezione dei testi integrali scritti dagli studenti, non solo quelli vincitori, offrono al lettore sguardi e spunti differenti sulla pandemia.

“Il pensiero di un domani incerto ci farà abbracciare più vicino al petto queste fragili vite di mosche che amiamo così tanto”, scrive Fariha Farque dell’ISISS Casagrande di Pieve di Soligo; mentre la riflessione di Arianna Berti del Liceo Marconi di Conegliano si conclude con “… è nell’anima che s’insinua una celata ferita: senza la nostra libertà, cosa resta della vita?”.
 

 


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Tiziana Benincà

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