15 aprile 2021

Treviso

Le storie dei soldati della Grande Guerra raccontate attraverso i suoi dolci

Il giovane cuoco Thomas Caner ha creato 52 ricette prelibate che oggi sono raccolte nel suo libro “Savetheface”

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

dolce Thomas Caner

SAN BIAGIO - La passione per la storia, nata alle medie, unita alla sua ultima passione in cucina: quella per i dolci. Thomas Caner, cuoco 25enne di Cavriè di San Biagio di Callalta, ha unito le due cose e ha dato vita alle sue originali opere d’arte golose che raccontano, attraverso i sapori e le materie prime, la storia dei soldati trevigiani, e non solo, che combatterono la Prima Guerra Mondiale.

Dopo oltre un anno e mezzo di studi tra archivi storici dei Comuni, sperimentazioni in cucina, ha raccolto 52 storie e 52 ricette in un libro: “Savetheface” il titolo che riprende il nome del sito e della sua pagina Facebook.

Thomas com’è nata questa idea?
“Un giorno ero in cucina con mia mamma a preparare il tiramisù e mentre usavo il marsala mi ha raccontato di quanto il mio bisnonno materno lo amasse. Da lì è iniziato tutto. Ho fatto ricerche sulla storia dei miei antenati, grazie all'aiuto della biblioteca e degli uffici del Comune di San Biagio che ha patrocinato il progetto. Ho scoperto che il bisnonno, ma residente a pochi passi dal Piave, era stato nel Reggimento Genio Lagunari come barcaiolo ed era goloso, amante del cioccolato. Così per lui ho creato un tiramisù speciale con una crema al mascarpone e cioccolato fondente amaro. E pensare che fino a due anni fa odiavo preparare dolci, lì mangiavo e basta”.

Thomas, ex studente dell’alberghiero Alberini di Lancenigo, oggi lavora come cuoco alla Vecia trattoria Da Moro a San Biagio, dove ha iniziato a sperimentare con gli ingredienti e a realizzare dolci sempre più innovativi. “Inizialmente i dolci erano la parte del mio lavoro che mi piaceva meno, odiavo le grammature, pesare qualsiasi cosa. Poi, sperimentando, provando e riprovando ho capito: in pasticceria serve precisione. Et voilà, il gioco è fatto. Oggi i miei dolci sono anche inseriti nel menù del ristorante dove lavoro, ovviamente dopo l’approvazione dei colleghi”.

Qual’è il dolce che hai realizzato a cui sei più affezionato?

“Sicuramente quello dedicato al bisnonno paterno, Angelo Rubens Caner, classe 1876. Non sapevo nulla di lui, ha fatto il giro del mondo. Nato a Breda di Piave, ha vissuto per molto tempo in Brasile dove lavorava nelle piantagioni di cacao e caffè, poi Argentina, Germania a lavorare nelle miniere e richiamato in patria come interprete di guerra. Poi si sposò qui a San Biagio e dopo due anni torno in Brasile. Mentre ripercorrevo la sua vita ho scoperto il cioccolato Macaè, tipico della zona di Santos. Bè ne ho fatto scorta. E’ un cioccolato amaro con retrogusto di frutto della passione. Dopo lunghi mesi di sperimentazioni ho realizzato la ricetta, per me perfetta, da dedicare alla vita spericolata del bisnonno. "Il viaggiatore", una bavarese al caffè, ne beveva un sacco, con crumble al cioccolato Macaé e noci, una marmellata al lampone e un’aria al peperoncino che richiama i suoi anni vissuti a Barletta”.

L’ingrediente più strano abbinato ad un dolce che hai fatto?
“Sicuramente la crema pasticceria al gorgonzola”.

Dopo questo libro quale è il tuo sogno?
“Mi pascerebbero aprire un’attività dove sperimentare e preparare finger food dolci per ristoranti ed eventi”.

 


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Isabella Loschi

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