26 febbraio 2020

Treviso

Per le feste di Natale i trevigiani spenderanno 200milioni in prodotti agroalimentari

Circa 32 milioni in più rispetto al consumo medio mensile

Isabella Loschi | commenti |

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cibo per le feste natalizie

TREVISO - Brindisi, pranzi e cenoni per le feste. Le famiglie trevigiane con l’arrivo delle festività natalizie spenderanno circa 200 milioni di euro per acquistare prodotti alimentari e bevande da portare sulle tavole. Circa 32 milioni in più rispetto al consumo medio mensile.

Pane, pasta, carni, salumi, formaggi, verdure, ortaggi, frutta e, soprattutto, dolci e vini, distillati e bevande, tutti prodotti dell’immenso “giacimento” della food economy trevigiana che, in particolare sotto le festività di Natale, registra sostanziose crescite di produzioni e vendite. Un settore, quello dell’agroalimentare, che nella provincia trevigiana conta 1.173 imprese artigiane (in Veneto 6.576) che danno lavoro a 2.556 addetti (13.102 in Regione) . Numeri che la collocano nel gradino più alto del podio tra le province venete.

Il numero degli addetti in forza nelle imprese artigiane rappresenta il 28,7% del totale dei lavoratori impiegati nel settore.
L’offerta enogastronomica veneta si compone di 36 prodotti DOP, IGP e STG, ben 374 “tradizionali”, e una capacità export regionale di circa 6 miliardi di euro, alla quale concorre significativamente Treviso con 1.248 milioni di euro. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dall’analisi dell’Osservatorio per le Pmi di Confartigianato Imprese Veneto che, nel dossier “Food economy di Mpi e artigianato alimentare nel 2019”, ha rielaborato i dati di Istat, UnionCamere-Infocamere e MIPAAF, su imprese e produzioni alimentari e consumi delle famiglie nell’ultimo anno.

“I nostri maestri del gusto impiegano per la preparazione dei loro prodotti materie prime locali e seguono modalità e metodi di lavorazione che confermano il legame con il territorio – commenta Vendemiano Sartor, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana – la genuinità dello loro specialità fa bene alla salute, alimenta l’economia e mantiene alta la bandiera del food di Marca nel mondo. Per questo, i prodotti e le imprese che preservano e valorizzano la nostra tradizione alimentare, informata alla qualità e all’artigianalità della lavorazione, vanno sostenuti e promossi”.

Le festività legate al Natale modificano notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori. A dicembre, infatti, il 95,3% della spesa in prodotti alimentari e bevande delle famiglie è costituita da prodotti alimentari e bevande analcoliche e per il restante 4,7% da bevande alcoliche. In particolare i prodotti più acquistati sono formaggi e latticini con una quota del 6,1% sul totale della spesa in prodotti alimentari e bevande, salumi con il 4,9%, pane con il 4,6% e altri prodotti di panetteria e pasticceria (tra cui rientrano in particolare i dolci da ricorrenza) con il 4,3%, prodotti in cui l’artigianalità rappresenta un importante fattore di qualità.

Confartigianato stima una spesa delle famiglie trevigiane in prodotti alimentari e bevande di 198 milioni di euro, più alta di 32 milioni rispetto al consumo medio mensile. Inoltre, considerato come nella nostra provincia una fetta consistente della spesa alimentare sia intercettabile dalle imprese artigiane, si prevede che a Treviso si spenderanno circa 88 milioni di euro per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani.

“Il miliardo e 200 milioni di giro d’affari e l’export in continua crescita – continua Sartor – attestano la qualità delle nostre produzioni alimentari, un patrimonio di bontà, varietà e tradizione. Ne siamo orgogliosi e il nostro obiettivo è tutelare chi lo realizza. La nostra azione ha ovviamente delle ricadute sulle nostre comunità perché agiamo a tutela della salute, per rendere ulteriormente attrattivo il nostro territorio offrendo opportunità di lavoro”.

 



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