27 gennaio 2020

Tech

Le cuffie Bluetooth fra uso e abuso

La tecnologia Bluetooth fra gioie e dolori dell'utilizzo dei dispositivi facilmente connessi

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Le cuffie Bluetooth fra uso e abuso

Il termine Bluetooth (spesso abbreviato con BT) indica uno standard di trasmissione dei dati senza l'utilizzo di fili. È stato creato dalla Ericsson ed annunciato al mondo intero nel lontano 1999, in associazione con Sony, Nokia, IBM, Toshiba e Intel.

Oramai è entrato prepotentemente nella vita quotidiana praticamente di tutti, ma soprattutto di chi utilizza dispositivi mobili come smartwatch, cuffie senza fili, smartphone e notebook perché permette di scambiare informazioni in maniera economica e sicura a corto raggio (tipicamente efficace entro 10-20 metri di distanza).

Lo standard Bluetooth non può essere comparato con il Wi-Fi, dal momento che quest'ultimo è un protocollo per il trasferimento dei dati nato con lo scopo di fornire una elevata velocità di trasmissione delle informazioni ad una distanza molto superiore. Il contraltare sta nel fatto che l'hardware necessario per il Wi-Fi è più costoso e richiede un maggior consumo di energia elettrica per il suo funzionamento rispetto al Bluetooth.

Nelle nostre frenetiche vite contemporanee facciamo sempre più un uso quotidiano del Bluetooth, soprattutto per tutto quello che ruota intorno alle funzionalità del nostro inseparabile telefonino cellulare: ci permette di usarlo come hub per un gran numero di accessori senza fastidiosi cavetti. Proprio quei cavetti che complicherebbero la mobilità: dalle cuffie per ascoltare musica durante gli allenamenti allo scambio di appunti scolastici con il telefono di un nostro compagno di banco.

Le nostre orecchie sono sempre più sollecitate dall'inquinamento acustico ambientale, al quale ora dobbiamo aggiungere l'abuso dell'ascolto in cuffia molto prolungato di musica ad alto volume.

Stando agli ultimi dati ufficiali del mondo scientifico nel 2018 ben 7 milioni di italiani erano affetti da qualche problema di udito, osservando un'incidenza sempre maggiore nella gioventù. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che i deficit uditivi (tecnicamente definiti come "ipoacusie") vengono raggruppati in due grandi categorie:

        - ipoacusie di trasmissione: queste dovute a traumi, malformazioni o processi infiammatori dell'apparato situato nell'orecchio esterno e medio preposto alla trasmissione dei suoni;

        - ipoacusie neurosensoriali: dovute a problemi del nervo acustico oppure dell'orecchio interno, con una ridotta percezione di alcune frequenze dei suoni provenienti dall'esterno. È ciò che si verifica più frequentemente quando esponiamo le nostre orecchie ad una esposizione inadeguata a rumori forti, in concomitanza con l'invecchiamento dell'organo.

Esattamente in questa seconda categoria rientrano le conseguenze legate all'uso eccessivo delle cuffie e degli auricolari, soprattutto per l'ascolto a volumi molto alti. Gli esiti possono essere davvero molto gravi e invalidanti, partendo da una riduzione precoce della soglia uditiva fino alla sordità anche totale.

Per rendere l'idea delle esagerazioni acustiche provocate, anche in maniera incosciente o per distrazione, pensiamo che la voce umana mediamente si attesta intorno ai 30-40 dB, mentre la musica ascoltata ad un volume tipico delle discoteche è nell'ordine di 70-90 dB.

Ma sarà meglio usare le cuffie Bluetooth o gli auricolari? In linea generale le cuffie sono preferibili agli auricolari, perché vengono utilizzate all'esterno della cavità auricolare e conseguentemente l'impatto delle onde sonore sarà meno traumatico sul nostro timpano. Invece con l'utilizzo degli auricolari, che vengono ancora molto prediletti per le conversazioni telefoniche, la sorgente sonora si trova a brevissima distanza dalla membrana timpanica "sparando" il suono senza pietà; da non sottovalutare è anche l'aspetto dermatologico, poiché l'introduzione e la permanenza prolungata dell'auricolare all'interno del padiglione auricolare può causare infezioni cutanee interne.

Ma senza demonizzare questa invenzione, dobbiamo riconoscere l'utilità del Bluetooth per facilitare la presa di distanza dal cellulare. Parliamo di presa di distanza in senso stretto, poiché sono molti gli studi clinici internazionali che ritengono che l'uso prolungato del cellulare possa causare l'insorgenza del cancro nell'essere umano.

Su questo c'è ancora una grossa diatriba nella comunità scientifica, in ogni caso anche gli stessi fabbricanti di telefoni avvisano di non tenerli attaccati all'orecchio: qualcosa vorrà pur dire!
 

 

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