27 gennaio 2020

Treviso

Le bellezze della Chiesa di Santa Lucia raccontate a chi non vede grazie alla tecnologia

Progetto apripista in Veneto, un'audioguida tramite smartphone permette di far conoscere la chiesa di San Vito anche alle persone cieche o ipovedenti

Isabella Loschi | commenti |

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chiesa santa lucia

TREVISO - Le bellezze storico artistiche della chiesa di Santa Lucia di Treviso sono finalmente a disposizione di tutti. Oggi, giorno in cui si festeggia Santa Lucia, protettrice della vista, da Treviso parte il primo progetto realizzato in una chiesa e dedicato alle persone cieche o ipovedenti.

Grazie alla tecnologia e al lavoro del volontariato è stata progettata un’audioguida che permette di superare le barriere e far conoscere la chiesa di piazza San Vito anche alle persone non vedenti. Il nuovo progetto “Luce”, presentato ieri pomeriggio proprio nella chiesa, è stato proposto dal Comitato per il Restauro delle chiese di San Vito e Santa Lucia, con la collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti di Treviso, con il presidente Massimo Vettoretti e da Giorgio Cazzaro dell’associazione per la Lotta contro l’Insufficienza Respiratoria.

“Appena ci è stato presentato il progetto lo abbiamo subito appoggiato perché è un esempio di buona inclusione", dice Gloria Tessarolo, assessore alle Politiche Sociali e Disabilità - un progetto condiviso che parte dal volontariato e trova massimo appoggio nell’amministrazione. Un progetto facilmente replicabile e facile da aggiornare attraverso la tecnologia”.

L’idea, prima nel suo genere in Veneto, mira a facilitare l’informazione tramite l’uso di un QRcode che attraverso un qualsiasi smartphone permette di accedere all’audioguida sulla storia e l’arte del monumento. Per usufruire del servizio sarà sufficiente avvicinare il proprio cellulare, provvisto di app apposita, al QRcode installato su una colonnina all’ingresso della chiesa e godersi la spiegazione di Santa Lucia, delle sue navate, le colonne in pietra, il pavimento di marmo, i bassorilievi e i numerosi affreschi del XIV secolo, gli angeli dipinti da Tommaso da Modena dell’affresco raffigurante la Madonna del Paveio e i dipinti di Mario Botter.

“La chiesa di Santa Lucia è dedicata proprio agli ipovedenti e ai ciechi- spiega Maria Sole Crespi, presidente Comitato Restauro Chiese di Santa Lucia e San Vito - per questo ho ritenuto necessario aprirla e farla scoprire in tutta la sua bellezza anche a queste persone”.

A preparare e registrare l’audioguida e renderla fruibile alle persone non vedenti, è stato Vettoretti: “La vera inclusione non può prescindere dall’accesso dei beni culturali - sottolinea - Quello che abbiamo realizzato per la chiesa di Santa Lucia è il primo importante passo per una buona prassi da seguire”. “Mi auguro che da questa prima iniziativa le associazioni di volontariato del territorio possano trarre interesse per sviluppare il progetto in altri spazi culturali della città o siti naturalistici di interesse pubblico” - conclude l’assessore Tessarolo .

 



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Isabella Loschi

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