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09 agosto 2022

Treviso

Le associazioni delle vittime della strada scendono di nuovo in piazza: a Roma ci saranno anche i trevigiani

Appuntamento per questo sabato, per spronare amministratori locali e decisori politici sulla necessità di mettere in sicurezza le nostre strade.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Manifestazione 23 febbraio 2020

TREVISO - Poco prima del lockdown del 2020, si era svolta a Roma una partecipata manifestazione per la prevenzione stradale, per spingere la politica ad agire con più efficacia in favore della sicurezza sulle strade. Purtroppo, ad oltre 2 anni da quell’iniziativa, sono ancora troppe le vittime (oltre 4mila da allora), alle quali si aggiungono migliaia di feriti gravi e di invalidi permanenti.

Per cercare di sensibilizzare nuovamente sul tema della sicurezza, i “Cittadini della strada”, formata da associazioni, fondazioni, movimenti, familiari di vittime di violenza stradale, scenderanno nuovamente in piazza a Roma e in tutta Italia sabato 21 maggio, denunciando con forza l'inerzia di amministratori locali, decisori politici e di tutte le istituzioni competenti di fronte a un fenomeno di immane impatto sociale come la strage stradale.

Se dietro ogni una vita spezzata sulla strada c’è una famiglia a cui rimane solo il dolore e il ricordo, l’emergenza non ha solo risvolti sociali e sanitari, ma anche economici, incidendo nella misura di circa il 2% del bilancio complessivo statale e sottraendo vitali risorse, dell'ordine di decine di miliardi di euro ogni anno, alla sanità, la scuola, le infrastrutture, gli investimenti.

Alla manifestazione parteciperà anche l’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus, che attraverso la sua referente provinciale Paola Conte, ci offre un quadro della situazione trevigiana e veneta. “Se da parte nostra abbiamo sempre tenuto alta l’attenzione sul tema, è positivo vedere che si sta muovendo qualcosa da parte delle amministrazioni politiche, con la creazione di tavoli e gruppi di lavoro, volti all’eduzione e sensibilizzazione su temi di sicurezza stradale. Tuttavia, c’è ancora molto da fare”.

“Uno dei problemi fondamentali di chi si mette alla guida – prosegue Conte – sono le distrazioni (come l’uso del telefonino), a cui si aggiunge anche l’abuso di alcol e droghe. Abbiamo notato che i giovani bevono sempre prima e sempre di più: sebbene si stia diffondendo l’abitudine tra i giovani di ‘scegliere l’autista’, poi quest’ultimo non sempre rimane sobrio”.

Vi è poi la poca attenzione verso l’utenza debole, dato che spesso la priorità è data al traffico veicolare. Il risultato sono spesso piste ciclabili non collegate tra loro, promiscuità tra mezzi veloci e mezzi lenti, etc. “Non c’è una visione più ampia, così come non sempre ci sono piani per la viabilità. L’emergenza è cronica: bisogna avere la stessa determinazione che si è dimostrato con il Covid”.

 


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