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01 luglio 2022

Treviso

Lavoro, non si trovano cuochi, macellai e panettieri: "Non c’è ricambio generazionale"

In provincia di Treviso 19mila giovani non studiano e non lavorano ma intere categorie sono a corto di personale

| Isabella Loschi |

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panettiere

TREVISO - Cuochi, camerieri, ma anche macellai e panificatori. In provincia di Treviso non si trovano queste figure. Uno dei settori che più soffre è quello del commercio e dei servizi. La ristorazione è sempre alla ricerca di figure da inserire in cucina o in sala per il servizio. Ma non si trovano. Eppure sono 19mila i giovani Neet nella nostra provincia, che non studiano e non lavorano, secondo i dati della Fondazione Corazzin presentati durante il congresso della Cisl di Belluno e Treviso.

Qual’è il problema per cui il comparto della ristorazione fatica a trovare personale? “Sicuramente questi due anni di incertezza, chiusure e riaperture delle attività, non hanno aiutato a dare delle sicurezza a chi avrebbe voluto iniziare a lavorare in questo settore - spiega Dania Sartorato, presidente provinciale Unascom Treviso - Quindi hanno cercato lavoro in altri settori dove magari non serve lavorare il sabato e la domenica fino a tardi”.

Poi c’è sicuramente una cambiamento delle esigenze e dell’interesse verso certi lavori: “Oggi non abbiamo solo carenza di camerieri e cuochi ma anche di macellai, panificatori, fruttivendoli e banconieri. Per tutte queste categorie non c’è un ricambio generazionale”. Su questo delicato tema i nuovi vertici di Unascom vogliono cercare di dare il prima possibile risposte: “Occorre una nuova alleanza per avvicinare domanda e offerta e costruire un mercato del lavoro che dia risposte alle esigenze dei lavoratori, a partire dai salari, e delle imprese con costi del lavoro più accettabili”.

Sul tema è intervenuto anche Giovanni Zorzi, segretario del Pd in provincia di Treviso. “Da più di dieci anni per i giovani non crescono salari e posti stabili mentre il tasso di inattività è ancora troppo alto rispetto al periodo che ha preceduto la grande recessione. È urgente puntare, da una parte, a sostenere le filiere più avanzate dal punto di vista ambientale e tecnologico per aumentare l’offerta di posti di lavoro sicuri, retribuiti e qualificati, e dall’altra parte a riqualificare l’offerta dei servizi pubblici, a cominciare da quelli dei nostri comuni, sul fronte della casa, dell’accesso al credito e dell’autoimprenditorialità”.

“L’indignazione non basta, ora serve lavorare di visione e progettualità per dare una risposta concreta, seria e definitiva a chi vuole costruirsi il proprio progetto di vita in dignità, sicurezza e autonomia”. Non possiamo sprecare la grande opportunità che ci viene offerta dall’Europa che rivolgendosi proprio alle nuove generazioni ha deciso di stanziare con il Next Generation EU ingenti risorse straordinarie. Il Pnrr è chiamato a trasformare queste risorse in progetti e infrastrutture”.

 


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