26 febbraio 2021

Treviso

Lavoro: nel 2020 persi 11.500 posti in Veneto

Le assunzioni sono diminuite del 24% rispetto al 2019

| Isabella Loschi |

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lavoratori moda

VENETO - I dati del mercato del lavoro regionale dello scorso anno registrano una perdita di 11.500 posizioni lavorative dipendenti, con un calo delle assunzioni del 24% rispetto al 2019. Turismo, commercio, ristorazione, ricettività, occhialeria e moda i settori più colpiti. Gran parte degli effetti delle varie fasi di lockdown si sono scaricati sull’occupazione temporanea.

Secondo le stime dell’Osservatorio di Veneto Lavoro nei primi undici mesi dell’anno le giornate lavorate con contratti a termine si sono ridotte a 52 milioni e segnano un differenziale rispetto al 2019 superiore ai 12 milioni, pari al -20%. Se convertiamo queste giornate in lavoratori costantemente impegnati tra gennaio e novembre otteniamo un valore vicino ai -38.000 occupati medi in meno rispetto ai 193.000 registrati nel periodo corrispondente del 2019.

Le assunzioni effettuate nel corso dell’anno si sono ridotte del -24% con un peggioramento negli ultimi mesi dell’anno: -12% a ottobre, -22% a novembre e -32% a dicembre. Se i contratti a tempo indeterminato hanno segnato un saldo positivo di +26.500, il 40% in meno rispetto a quello dell’anno precedente; gli incentivi messi in campo a livello governativo per favorire la stabilizzazione occupazionale hanno favorito la crescita delle stabilizzazioni, l’apprendistato segna un saldo negativo di -6.000 posizioni, con una flessione del -34% delle assunzioni. Così come i contratti a termine fanno registrare un saldo negativo di -31.800 unità, con una riduzione delle assunzioni del -23%.

Nel mese di novembre si è registrata una crescita dell’occupazione (+0,3%, pari a +63mila unità) estesa ad entrambe le componenti di genere, ai dipendenti a tempo indeterminato, agli autonomi e a tutte le classi d’età ad eccezione dei 25- 34enni che, insieme ai dipendenti a termine, segnano una riduzione. Ma i dati occupazionali, evidenzia Veneto Lavoro, sono fortemente condizionati dal permanere delle misure di salvaguardia dell’occupazione come la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti.

“L’analisi elaborata evidenzia i gravi effetti provocati dalla pandemia da Covid-19 sotto il profilo sanitario, sociale, economico ed occupazionale - sottolinea Federica Polloni, presidente di Confapi Treviso - Le misure implementate dal governo, utili in una prima fase a tamponare l’emergenza, devono ora reindirizzarsi al fine di sostenere una crescita strutturale del tessuto economico e imprenditoriale”.

 


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