27 gennaio 2021

Treviso

Lavoratori spettacolo in difficoltà: "Attività e redditi fermi da febbraio"

Da piazza Borsa il grido d'allarme di musicisti, attori, ballerini ma anche tecnici audio e imprese del settore

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

lavoratori spettacolo

TREVISO - Musicisti, tecnici audio e video, attori, ballerini, cantanti ma anche sarte e imprese che si occupano di montaggio palchi e strutture. Giovedì mattina si sono riuniti in presidio in piazza Borsa, a Treviso, per testimoniare alla comunità trevigiana e veneta la gravità della situazione che stanno vivendo ormai da tanti mesi. “Il mondo dello spettacolo è fermo dallo scorso febbraio e con esso i redditi dei lavoratori che ne fanno parte, famiglie che oggi si trovano in grande difficoltà senza una reale prospettiva per il prossimo futuro”, hanno ribadito oggi in piazza con i sindacati .

Un mondo variegato, strettamente legato al settore del turismo, che unisce figure e realtà diverse tra loro, dai teatri alle realtà musicali, dagli spettacoli e intrattenimenti viaggianti agli enti e Fondazioni strutturate, che oggi ha deciso di alzare la voce per mandare direttamente indirizzato ai vertici della Regione del Veneto, chiedendo anche per questa seconda ondata della pandemia “forme di integrazione al loro reddito che facciano il paio a quelle messe in campo dal Governo centrale. 
 

“C’è bisogno di un piano complessivo per sostenere il reddito di queste persone, oltre 10mila tra uomini e donne spesso precari, che lavorano in questo settore ad intermittenza e partite iva  - dichiara Nicola Atalmi, segretario generale Slc Cgil del Veneto - Rischiamo di perdere con le loro professionisti ed esperienze”.

“Siamo chiusi dal 23 febbraio. La cosa che mi manca di più è poter fare il mio lavoro - racconta Mirko Artuso, attore, regista e direttore del Teatro del Pane di Villorba - Il teatro del Pane è un luogo che durante una stagione impegna oltre 300 persone. Queste persone per regalare serate di svago al pubblico, lavorano dietro le quinte, per tutta la giornata, guadagnano pagano i contributi, le tasse. E’ un vero proprio lavoro e va tutelato e aiutato”.

 


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Isabella Loschi

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