21 settembre 2020

Treviso

Lavoratori del settore legno-arredo pronti alla mobilitazione

Stallo nella trattativa di rinnovo del CCNL

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

settore legno arredo

TREVISO – Non si profilano possibilità d’intesa al tavolo in cui si discute del contratto nazionale per il settore legno-arredo. Una situazione di stallo con i sindacati di categoria sul piede di guerra che a livello provinciale commentano: “La realtà trevigiana è dimostrazione che dal confronto nascono buoni accordi, inammissibile l’uscita dal tavolo della rappresentanza imprenditoriale”.

All’indomani della rottura con Federlegno i segretari generali territoriali di categoria Veronica Gallina (FILLEA CGIL), Marco Potente (FILCA CISL) e Gianluca Quatrale (FENEAL UIL), che in provincia di Treviso rappresentano circa 10mila addetti del settore prendono posizione: “Dopo 17 mesi di trattativa, l’abbandono del tavolo di confronto per il rinnovo del CCNL da parte di Federlegno è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che la controparte attribuisce alle relazioni industriali. Per questo i lavoratori e il Sindacato delle costruzioni e del legno-arredo in provincia di Treviso si stanno già mobilitando con il blocco degli straordinari fino a programmare scioperi per sostenere la trattativa nazionale ancora una volta arenata”.

I segretari generali di FILLEA, FILCA e FENEAL quindi sottolineano: “Come parte sindacale abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere risposte esaustive né sulla parte normativa, né sulla parte economica della nostra piattaforma. La nostra provincia ha una grande densità di siti produttivi del settore legno, con circa 10mila addetti occupati e una media di 40 dipendenti per realtà aziendale. Con un 2019 in crescita, dopo il lockdown il comparto si è riattivato subito adottando le necessarie normative anti-covid, continuato l’attività interrotta e rinegoziando con i Sindacati i contratti di secondo livello. A dimostrazione del fatto che dove c’è produzione e buone relazioni industriali con le aziende si verifica la possibilità di contrattare, al fine di arrivare a importanti risultati condivisi. Una realtà questa che contraddice nettamente la posizione della rappresentanza imprenditoriale Federlegno”.

Alla luce di queste valutazioni Gallina, Potente e Quatrale concludono: “Gli accordi aziendali siglati nel territorio, infatti, sono la dimostrazione dell’effettiva volontà dei Sindacati di contrattare e di regolamentare assieme premi di risultato, organizzazione del lavoro, part time solidale e affrontare tutte le nuove sfide poste dal mercato e dalla concorrenza. Con i lavoratori del settore continueremo la rivendicazione di un giusto contratto collettivo nazionale e di un equo riconoscimento della professionalità, nonché dell’impegno di questi anni. Per questa ragione siamo pronti alla mobilitazione, dal blocco degli straordinari fino alla proclamazione di scioperi sul territorio”.

 



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