25 ottobre 2021

Treviso

Lavoratore licenziato da Contarina: "La Corte d’Appello di Venezia respinge il ricorso dell’azienda"

Il sindacato Fit Cisl:" Il lavoratore che era stato licenziato durante un periodo di malattia, con l’accusa di non aver presentato il certificato medico"

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raccolta rifiuti

TREVISO - Si scrive un’altra pagina della vicenda che vede coinvolti Contarina, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti nei Comuni aderenti al Consiglio di Bacino Priula, e un suo lavoratore che era stato licenziato nel 2016 durante un periodo di malattia, con l’accusa di "non aver presentato il certificato medico".

La Corte d’Appello di Venezia infatti, dopo le due sentenze a favore del lavoratore emesse dal Tribunale di Treviso, ha recentemente dato ragione al dipendente, assistito dalla Fit Cisl e dall’avvocato Alessio Veggiari, ribadendo l’illegittimità del licenziamento. La storia risale al 2016.

“Contarina - spiega in una nota il sindacato - aveva licenziato un lavoratore che era stato ricoverato in ospedale per gravi motivi di salute durante un periodo di vacanza nel suo Paese d’origine. Il dipendente aveva fatto regolarmente pervenire in azienda il certificato di ricovero ospedaliero tramite fax inviato da un familiare. L’azienda ha sostenuto in un primo momento di non aver ricevuto alcuna comunicazione e, successivamente, che la procedura della comunicazione non fosse corretta”. La Fit Cisl ha impugnato il licenziamento.

“Il Tribunale di Treviso, con due sentenze, nel 2018 e nel 2019, aveva dato ragione al lavoratore respingendo le teorie di Contarina che nel 2020 ha impugnato la sentenza davanti la Corte d’Appello di Venezia. A luglio scorso è arrivata la sentenza di secondo grado con la quale la Corte d’Appello ha dato nuovamente torto all’azienda confermando l’illegittimità del licenziamento”.

“A questo punto - spiegano Alessandro Bagagiolo e Maurizio Fonti della Fit Cisl - ci saremmo aspettati la parola fine a questa spiacevole vicenda, ma non è così: Contarina ha deciso di ricorrere in Cassazione. Fermo restando la legittimità della scelta fatta, la cosa sorprende molto. Il tutto in barba a spese legali importanti, ovviamente pagate poi dai cittadini”. OT

 


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