23 giugno 2021

Treviso

L'assegno unico per i figli diventa realtà a partire dal prossimo 1 luglio

Importante il contributo dati dall'associazionismo familiare. Adriano Bordignon, portavoce regionale: "I figli non saranno più percepiti come un lusso ma un bene prezioso per tutta la comunità".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

L'assegno unico per i figli diventa realtà a partire dal prossimo 1 luglio

TREVISO - Approdato oggi in Senato l’assegno unico per i figli. Lo riceveranno i genitori, in proporzione al reddito e alla prole. Il Centro della famiglia da due anni si batte per il riconoscimento di questo contributo, una misura importante per combattere anche il fenomeno della denatalità che nel nostro Paese ha assunto dimensioni rilevanti.

Adriano Bordignon è il direttore del Centro della Famiglia di Treviso ma è anche il portavoce del forum regionale delle associazioni familiari. “Finalmente siamo arrivati all’ultimo miglio di questa importante riforma. Con l’approvazione in Senato adesso si tratta di rispettare la scadenza del 1 luglio e di provvedere con gli appositi decreti del governo”.

Come Centro della famiglia vi siete impegnati molto per raggiungere l’obiettivo.

Si tratta di tutto di un atto di civiltà che riconosce la centralità dei minori e delle nuove generazioni. Negli scorsi mesi più di 500 persone ci hanno messo la faccia indossando la nostra maglietta “assegno unico”: tra questi sindaci, assessori, imprenditori, sportivi e tante tante famiglie. A loro e ai nostri parlamentari va il grazie delle famiglie Per aver portato avanti questo investimento sul futuro.

Che cosa cambierà adesso?

Che i figli non saranno più percepiti come un lusso e come un fatto privato ma come un bene prezioso per tutta la comunità e che è capace di generare futuro e sostenibilità’. È stato un lavoro di squadra tra le forze migliori del nostro paese sia a livello nazionale che territoriale.

Per il ministro Bonetti c’è dell’altro nel pacchetto “Family act”.

Certo non deve finire qui. Occorre una riforma fiscale che riconosca i veri carichi familiari e un’implementazione dei servizi alla persona ed alla famiglia, ricorrendo alle risorse del Next Generation EU.

La denatalità continua a costituire un problema di un certo peso nel nostro Paese.

Secondo l’Istat la natalità si è cronicizzata: nel corso del 2020 sono stati soltanto 404.000 nati. Anche la politica si resa conto che è necessario mettere immediatamente in atto politiche strutturali per provare a rallentare l’emorragia. Auspichiamo che via sia un incremento delle risorse destinate all'assegno unico universale. Le simulazioni Istat ipotizzano che, con le sole risorse attualmente stanziate, il trenta per cento delle famiglie potrebbe avere uno svantaggio dalle nuove misure. E' necessario quindi almeno un miliardo aggiuntivo per attivare una "clausola di salvataggio" che non faccia perdere un euro ad alcuna famiglia. Alle famiglie e per i giovani è stato fatto fare un passo significativo e sarebbe un peccato avere il "braccino corto". 

Come?

È necessario seguire l’esempio della Germania e procedere ad investimenti sempre più corposi sulle famiglie, i servizi a supporto dell’infanzia e della cura, la predisposizione di un sistema di tassazione più equo rispetto a quello di oggi che punisce severamente le famiglie più numerose.

E in ambito regionale veneto?

A fianco di un piano nazionale per la natalità è necessario che la Regione Veneto dia pieno e immediato sviluppo alla legge 20 del 2020, su famiglia e natalità, investendo imponenti risorse per invertire la rotta. Lo stesso devono fare i comuni adoperandosi anche in comunità di ambito per attivare politiche più attente a donne, minori, giovani e famiglie.

 


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Roberto Grigoletto

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