04 giugno 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

L'appello da Valdobbiadene: “Trovate soluzioni migliori per le persone con disabilità costrette a restare isolate”

Il dramma delle persone con disabilità che a fatica riescono a convivere con una situazione che non comprendono

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Anna Spinnato

VALDOBBIADENE – Difficile comprendere, per chi ha la fortuna di essere in salute, quale sia il livello di paura e disorientamento delle persone con disabilità in questo momento che impone la reclusione forzata in casa. Molti di loro vivono in strutture e non poter uscire vedendo interrotta la rassicurante routine quotidiana li pone in uno stato perpetuo di disorientamento, al punto che molti trascorrono la giornate telefonando a parenti ed amici, per essere rassicurati. Inevitabilmente per i genitori e il resto della famiglia è un angoscia non potere far altro che cercare di rincuorarli a distanza, con parole che spesso suonano vuote.

Di questa grave situazione che riguarda il mondo della disabilità si è occupato il gruppo consigliare di minoranza Valdo d'Italia e d'Europa la cui capogruppo Anna Spinnato ha sottoscritto un’interrogazione per avviare, in accordo con l’intero consiglio comunale di Valdobbiadene, un sollecito al dottor Benazzi, Direttore generale dell'ULSS 2, finalizzato alla conversione dei servizi per la disabilità in un’altra forma, in particolare per quanto riguarda quelli erogati nei centri diurni e nelle scuole.

“Il Decreto-legge “Cura Italia” (DL 17 marzo 2020, n. 18) ha previsto che durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e dei servizi sociosanitari e socioassistenziali ci si possa avvalere del personale già impiegato in questi servizi convertendoli in altra forma – spiega il gruppo di minoranza -. È possibile cioè che, per far fronte all'emergenza, gli operatori, che generalmente svolgono il loro compito nelle scuole e nelle strutture diurne, possano operare in altra forma, seguendo le persone assegnate al loro servizio nel loro domicilio o con iniziative a distanza”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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