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14 agosto 2022

Treviso

L'ALLARME DEI SINDACATI: "NON CI SONO ABBASTANZA PRESIDI"

Molti istituti saranno guidati "in tandem" da un solo dirigente

| Mauro Favaro |

| Mauro Favaro |

L'ALLARME DEI SINDACATI:

TREVISO – I prèsidi non bastano mai. Non bastavano per quest'anno scolastico, che si concluderà tra un paio di settimane, e già si sa che non basteranno neppure per il prossimo. Anzi, la situazione sembra addirittura destinata a peggiorare.

Sono 167, infatti, gli insegnanti del trevigiano che all'inizio di settembre lasceranno le proprie cattedre per andare in pensione. E di questi 25 sono dirigenti d'istituto. Alcuni storici, come Felice Doria (Ic "Martini" e “Palladio” a Treviso), Nara Ronchin (“Galilei” di Castelfranco e “Giorgi” di Treviso) e Falvio Moro (Ic “Brustolon” di Conegliano).

Verranno sostituiti? Dovrebbero, visto che già oggi nella Marca ci sono 28 scuole gestite “a scavalco”, cioè da un preside già impegnato a guidare un altro istituto. A quanto pare, però, non sarà così. Il concorso per dirigenti scolastici indetto a livello regionale ormai un anno fa, infatti, mette a disposizione 155 posti in tutto il Veneto. Il che vuol dire una media di 22 nuovi prèsidi per provincia. Già tre in meno, sulla carta, di quanti lasceranno.

Numeri davanti ai quali non resterà che continuare a tamponare l'emergenza. Come? Con altri istituti gestiti “in tandem”. Insomma, l'eclatante caso dei due storici licei della città, il classico “Canova” e lo scientifico “Da Vinci”, che dall'anno scorso sono guidati da un unico dirigente, Maria Giuseppina Vincitorio, farà scuola. In particolare per quanto riguarda gli istituti con meno di 600 iscritti, destinati a ritrovarsi senza un preside unico.

Il tutto, ovviamente, anche in nome del risparmio. Cosa che a livello ministeriale non spiace mai troppo. “Si tratta di un meccanismo semplicemente assurdo – sbottano i sindacati della scuola – soprattutto perché alcuni dei prèsidi per i quali a settembre si apriranno le porte della pensione non volevano lasciare la cattedra, ma sono stati di fatto costretti”.

E ora non resta che attendere l'esito del concorso che dovrebbe terminare a luglio, in modo da arrivare alle nuove nomine a settembre. Giusto in tempo per il nuovo anno scolastico. Sempre che eventuali ricorsi e contro-ricorsi alla giustizia amministrativa, sino ad oggi sempre presenti, non rimandino tutto alle calende greche. Perché se così fosse i dirigenti scolastici ancora in sella sarebbero davvero costretti a far la spola tra una scuola e l'altra e ad avere la responsabilità di migliaia e migliaia di studenti.

 



Mauro Favaro

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