08 aprile 2020

Conegliano

"L'agricoltore se ne va finito il trattamento coi pesticidi, i residenti invece si mangiano i prodotti contaminati"

Conferenza oggi a Montecitorio per chiedere lo sblocco del Piano d'Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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CONEGLIANO – “A febbraio è scaduto il PAN, il piano sull’utilizzo dei fitofarmaci, per il quale manca solo l’ok del Ministero dell’agricoltura. Spero che Pan sia anche un’occasione per riprogettare quelle che sono le monocultura come i vigneti. In questi giorni in cui l’Unesco ha riconosciuto un valore alla colline del Prosecco a Premaor di Miane 6000mq di bosco vengono distrutti, per creare un vigneto intensivo in zona ad altro rischio idrogeologico”. Ha esordito così la deputata Sara Cunial del gruppo misto, alla conferenza tenutasi oggi a Montecitorio per chiedere a gran voce il varo del PAN.

Una conferenza a cui hanno preso parte politici ma esperti scientifici nonché cittadini dei gruppi che protestano l’uso di pesticidi, tra i quali Renato Bottiglia (Amministratore del Gruppo Facebook NO PESTICIDI) che ha affermato: “Queste sono 34.221 firme che chiedono tutela per la popolazione rurale: noi siamo qui per chiedere di non essere legalmente avvelenati e mi sembra paradossale che dobbiamo chiedere ciò che ci spetta di diritto. Spesso si pensa che le persone più esposte siano gli agricoltori ma non è così perché gli agricoltori irrorano i vigneti bardati con dispositivi di sicurezza e quando hanno finito se abitano altrove se ne vanno. I residenti invece restano e mangiano i prodotti contaminati del loro orto che magari coltivano in modo naturale, hanno i bambini che giocano fuori e forse hanno anche un cane o un gatto che casualmente muore di leucemia… tutto questo non è più ammissibile”.

La dottoressa Daniela Altera (Esperta valutazione del rischio) ha invece affermato che: “Nella valutazioni ci sono carenze enormi: non si considerano gli ambiti, né il costo ambientale. Il catalogo dei sussidi del Ministero dell’Ambiente identifica che per gli aspetti positivi i sussidi sono stati 15miliardi di euro e ben 19miliardi di euro, invece, per gli aspetti dannosi all’ambiente. Tra i fattori negativi vi è l'Iva al 10% su prodotti fitosanitari anziché al 20%. Inoltre, fin tanto che c’è un sistema malato è difficile introdurre un modello di sviluppo sostenibile poiché se un agricoltore guadagna 50centesimi per 1 kg di pesce che il consumatore pagherà 2 euro è evidente che il sistema della filiera è distorto e spinge l’agricoltore a produttore il più possibile usando anche prodotti che gli permettono di aumentare il reddito”.

Tra i dati emersi: l’impiego in Italia di 130mila tonnellate l’anno di prodotti fitosanitari che ci porta al terzo posto in Europa. A livello mondiale invece si registrano 26milioni di avvelenati e 258mila decessi. La dottoressa Patrizia Gentilini, Oncologa ed Ematologa dell’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) dopo aver riportato statistiche allarmanti ha affermato: “Non abbiamo più dubbi che l’esposizione cronica ai pesticidi sia dannosa. Queste sostanze sono a centinaia dentro i nostri corpi, nei cibi, che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’acqua e li assimiliamo anche attraverso la pelle: vanno a danneggiare dei sistemi comuni a tutti gli esseri viventi (respiratorio, nervoso, riproduttivo, ecc.). Non so più come dirla questa cosa”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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