21 ottobre 2020

L'acqua è bagnata, capita.

Categoria: Altro - Tags: Prosecco DOCG, Primavera del Prosecco, Enrico Zen, Michela Pierallini, Giovanni Fietta, Col San Martino, blog, Vino birichino, convivio, millesimato, asparagi, Marco Merotto

Michela Pierallini | commenti |

Primavera del Prosecco Col San Martino

Le foto appese alla parete; questo mi ha emozionato più di ogni altra cosa.

Foto che hanno immortalato, anno dopo anno, momenti di festa e condivisione intorno al vino.

 

 

 

Sono alla cinquantottesima (58 anni!) Mostra del Prosecco DOCG a Col San Martino per intervistare lo chef Enrico Zen che, insieme all’amico e collaboratore Giovanni Fietta, sta cucinando la cena di questa sera.

L’intervista uscirà presto sulle pagine di wining.it

 

Non ci sono tavolini da due posti, tre e via dicendo, ci sono tavolate, dove sedersi in compagnia, chi c’è, c’è.

 

Bello! Si chiama convivio. Si dice, appunto, convivialità.

 

Intorno al vino non deve smettere d’esistere la conversazione, l’opportunità di conoscere cose, fatti e persone, la voglia di ridere e di sorridere.

 

Il Prosecco Superiore è il vino dell’allegria, non pretende d’esser niente, se non versato nel bicchiere.

 

Ottimi gli abbinamenti a cena e, d’altronde, come potrebbe non essere così con tutti i vini a disposizione? Dal Prosecco rifermentato in bottiglia -quello col fondo, per capirci- passando per il brut, l’extra-dry fino al dry, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

 

 

 

 

 

 

P.S. durante la serata è emerso un dubbio da parte di qualche commensale.

 

Che cosa significa “millesimato” sulla bottiglia del Prosecco?

So che molti cercano risposta in rete. Internet non sempre dice il vero perciò, senza pretesa d’essere maestrina, e avvalendomi dei miei studi universitari in viticoltura ed enologia, scrivo qui la storiellina:

 

Tutto nasce in Francia, dove lo spumante metodo classico è prodotto mettendo insieme cuvée diverse per provenienza e annata.

 

Immaginate di avere in cantina tante vasche di vino diviso per annata.

 

Avete il vino del 2013, 2012, 2011 e 2010. Da ogni serbatoio prelevate un campione da assaggiare e fate qualche prova fino a trovare la giusta combinazione.

 

Il vino 2013 e quello 2010 danno lo spumante perfetto. Così assemblate le due cuvée e ottenete il vostro spumante.

 

Il vino del 2012 è così buono, equilibrato, e profumato che merita di essere messo in bottiglia da solo. Per distinguerlo dagli altri spumanti, lo chiamerete “Annata 2012”.

 

In francese annata si traduce millésime. Quando leggete “millésime 2012” sapete che in quella bottiglia c’è soltanto il vino del 2012, annata eccellente.

 

Il Prosecco, salvo eccezioni che non conosco, è sempre prodotto con uve dell’ultima annata. Questo ha senso per le caratteristiche di freschezza e giovinezza che lo contraddistinguono.

 

L’inghippo, quindi, è aver preso la parola millésime e averne storpiato il significato.

 

Millesimato sulla bottiglia di Prosecco indica, perciò, non il vino di un’unica annata ma il vino frutto di una selezione aziendale, lì dove l’azienda seria realmente la fa. Altrimenti si chiama marketing. –in italiano, azioni strategiche di piazzamento del prodotto sul mercato-

 

Un po’ come avere dieci bottiglie d’acqua; su nove c’è scritto acqua e su una c’è scritto acqua bagnata. 

 

I miei ringraziamenti ai ragazzi in cucina, anche se hanno cercato di farmi ingrassare:

(li trovate al Rifugio Barricata)

 

e a Marco Merotto, che trovate qui: ProseccoStyle.eu



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